Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 2 lug – Stasera, prima del fischio d’inizio della gara contro il Belgio, l’Italia si metterà in ginocchio, prostrandosi così al presunto «antirazzismo» di Black lives matter. O, almeno, questo è l’ordine di scuderia diramato dalla Figc che, per non saper né leggere né scrivere, ha detto: non condividiamo questa forma di protesta ma, se il Belgio si inginocchia, lo faremo anche noi per «solidarietà». Una decisione, questa, che ha lasciato perplesso un monumento del calcio italiano come Fabio Capello: «Sono per la libertà di pensiero. Se poi la federazione dice loro di farlo… Significa non ragionare con la propria testa. Diciamo che sull’argomento non abbiamo fatto una grande figura».



«L’Italia in ginocchio è conformismo»

A pensarla come Don Fabio c’è anche chi, magari, non se ne intende di calcio, ma conosce benissimo gli Stati Uniti, dove è nata la moda degli inginocchiamenti tra gli sportivi. Stiamo parlando di Federico Rampini, storico corrispondente di Repubblica e battitore libero della sinistra italiana. In una lunga intervista al Giornale, Rampini ha espresso tutte le sue riserve per l’Italia pronta a mettersi in ginocchio: «Quando le celebrity milionarie dello sport o del cinema o della pop-music abbracciano le cause progressiste, fanno più male che bene. I media adorano questi pronunciamenti, il popolo diffida di chi pretende di difenderlo ma vive nella stratosfera. E smettiamola di dire che sono gesti coraggiosi quando l’establishment li sostiene: di quando in qua è coraggioso il conformismo?», si chiede giustamente Rampini.

Rampini critico su Black lives matter

Insomma, il giornalista di Repubblica non vede di buon occhio l’irruzione delle celebrità nel dibattito politico. Soprattutto se si tratta di sostenere un movimento come Black lives matter, che «è stato abbracciato completamente dall’establishment, ma si è macchiato di colpe serie: ha legittimato manifestazioni molto violente, con saccheggio, devastazioni e impoverimento nei quartieri abitati da afroamericani». Di conseguenza, se parliamo dell’Italia che si mette in ginocchio, Rampini ha le idee chiare: «Evito di aggiungere il mio parere, irrilevante, al fracasso vacuo di questi giorni. Facciano quel che gli pare, un ginocchio in più o in meno non sposterà di un millimetro la questione del razzismo».

Gabriele Costa



La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta