Pantelleria, 19 lug – Chi sognava per la Sicilia il boom turistico dopo due anni di pandemia al momento è assai deluso. Pochi italiani, qualche europeo, molti americani ma soprattutto bengalesi (5.803 dall’1 gennaio ad oggi), egiziani (5.770) e tunisini (5.656) che però sono turisti “a nostre spese”. L’estate siciliana ma anche quella calabrese e sarda, infatti, sta registrando l’incremento, già purtroppo annunciato, di numerosi sbarchi ma soprattutto di nuove rotte intraprese dai clandestini. Alle isole siciliane Pelagie, con Lampedusa in testa, si sono aggiunte Pantelleria e Marettimo (una delle isole Egadi di fronte Trapani), solo pochi giorni fa. Mentre in Sardegna la zona del Sulcis sta registrando arrivi quotidiani ed è preoccupante anche la situazione nella Calabria sud-orientale.

L’invisibile rotta turca

Lungo la costa dei Gelsomini si trova Roccella Jonica dove si può ancora ammirare il Castello costruito dagli Svevi nel XIII secolo, una fortezza inespugnabile persino ai turchi, di ieri, perché invece quelli di oggi ne hanno fatto un porto d’approdo sicuro. E’ proprio qui, infatti, che si concentra la rotta turca dei clandestini con barconi e barche a vele (sottratte ai legittimi proprietari nei porti turistici turchi) e si ipotizza anche con grandi navi “madri” da cui ad un certo punto della navigazione separano le persone in più barche.

Possibile che nessuno veda la partenza di queste imbarcazioni? Difficile ipotizzare che non salpino da qualche porto. Si riesce ad accorgersi di tutto ormai, tra satelliti e tracciamenti vari, ma di queste navi nessuno sa nulla. Difficile pensare che non ci sia della connivenza. Fatto sta che in Italia il totale degli immigrati clandestini, relativi al 2022 e aggiornati al 18 luglio, è di 33.292 (nel 2021, stesso periodo, era 24.626, nel 2020 invece 9.773).

Non solo Lampedusa, anche Pantelleria è al collasso

Il dramma non sta solo nell’incremento, che in tempi di grave crisi per il nostro Paese rappresenta un problema serio che nessuno sta affrontando, ma anche nella gestione. Infatti al momento Lampedusa è al centro delle cronache perché in due giorni si sono registrati quasi 1.000 sbarchi e l’hotspot è nuovamente al collasso. Così come Pantelleria che, fuori dai radar dell’informazione lacrimevole, sta vivendo giornate particolarmente critiche.
Gli sbarchi sono continui e costanti quanto nelle Pelagie, ma senza la possibilità di fronteggiarli in maniera adeguata per una minore presenza di forze di polizia, costrette a turni impossibili.

“Il personale dell’Ufficio Immigrazione che doveva ricevere, per disposizione ministeriale, l’incremento stabile di 4 unità, ne ha ricevute invece solo 2 in aggregazione, ed a causa della carenza di personale sta lavorando oltre 12 ore al giorno – scrivono fonti sindacali di Polizia-. Per tutto l’altro personale impegnato nello sbarco è previsto il cambio dopo 6 ore”. Ieri sono stati trasferiti 90 clandestini, 28 richiedenti protezione internazionale, 2 arrestati, 11 respinti e trattenuti presso CPR di Trapani, 49 respinti con Ordine del Questore a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni, identica richiesta per gli 8 sbarcati a Marettimo. Questa notte altri 41 hanno lasciato l’isola pantesca, sarebbero dovuti essere 43 ma due si sono resi irreperibili; nella Caserma Barone restano in 60 (di cui 25 positivi al Covid), sempre troppi rispetto alla capienza consentita. E l’estate continua…

Emanuela Volcan

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