Roma, 3 nov – Mentre tre navi delle Ong, la tedesca Humanity 1 della Ong tedesca SOS Humanity, la norvegese Ocean Viking della Ong franco-tedesca SOS Mediterranee e la norvegese Geo Barents della Ong internazionale Medici senza Frontiere, attendono di scaricare in Italia quasi 1.000 immigrati, il neoministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato: “Abbiamo agito sin da subito per dare un segnale immediato agli Stati di bandiera: non possiamo farci carico dei migranti raccolti in mare da navi straniere che operano sistematicamente senza alcun preventivo coordinamento delle autorità”. Il 23 ottobre scorso, il governo Meloni aveva chiesto alla Germania e alla Norvegia, Stati di bandiera delle navi, di farsi carico degli immigrati trasbordati dalle Ong. Berlino ha risposto con un diktat: l’Italia presti “rapidamente soccorso” ai 104 minori non accompagnati a bordo della Humanity 1 battente bandiera tedesca. Ovviamente, quei 104 immigrati sono sedicenti minori, essendo stati identificati solo dai membri della Ong tedesca. Attendendo i risultati della prima missione del presidente del consiglio Giorgia Meloni a Bruxelles, arriva l’ennesima beffa dall’Unione europea.

Ricollocamenti di immigrati in Europa solo su base volontaria

Tutti certamente ricorderanno quando, nel settembre del 2019, l’ex ministro dell’Interno Luciana Lamorgese esultava per l’Accordo di Malta riguardante i ricollocamenti in Europa degli immigrati sbarcati in Italia. “Da oggi Italia e Malta non sono più sole, c’è la consapevolezza che i due Paesi rappresentano la porta d’Europa. Il testo predisposto va nella giusta direzione, ci sono contenuti concreti e abbiamo sciolto dei nodi politici complicati”, aveva dichiarato la Lamorgese. Quell’accordo è rimasto cartastraccia: la redistribuzione degli immigrati in Europa è rimasta un’utopia.

Ora l’Unione europea sta discutendo una nuova proposta che prevede il ricollocamento nei Paesi membri di 5.000 o 10.000 immigrati aventi diritti di asilo all’anno, solo su base volontaria. La bozza datata 20 ottobre, elaborata dalla Repubblica Ceca che attualmente detiene la presidenza di turno dell’Ue, si inserisce nel quadro della cosiddetta “solidarietà flessibile“, la quale consente a ciascun Paese di decidere se accogliere i richiedenti asilo o offrire un aiuto finanziario ai Paesi che affrontano un flusso migratorio. Quindi, si continua sui fantomatici ricollocamenti su base volontaria e si continua a non tenere nemmeno conto del numero degli immigrati sbarcati in Italia, 86mila dall’inizio del 2022. L’Italia deve rimanere un campo profughi dell’Europa.

Francesca Totolo

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1 commento

  1. E allora su base volontaria scegliamo di non fare entrare le navi nelle acque Italiane. Se volontario è il ricollocamento, è volontario anche l’accesso.

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