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Perugia, 30 apr – A Perugia emerge un quadro chiaro della dinamica che ha protato alla morte del 22enne Samuele De Paoli. Accusato di omicidio preterintenzionale un trans brasiliano. Il ragazzo sarebbe morto per una caduta dopo la colluttazione avuta con il transessuale per una prestazione sessuale e il relativo pagamento.

Perugia, la difesa del trans: “L’ho lasciato lì, era vivo”

“Siamo caduti insieme nel fossato, io ero sotto, lui sopra. Poi sono riuscita a liberarmi” ha confessato il trans interrogato a Perugia “mi chiedeva di aiutarlo a rialzarsi, ma l’ho lasciato lì e sono scappata. Era vivo”. Il trans brasiliano di 43 anni che si fa chiamare Patricia è stato prelevato da casa dagli agenti della squadra mobile. In questura ha dato la sua versione dei fatti al Procuratore aggiunto, Giuseppe Petrazzini. Al termine dell’interrogatorio, è stato rilasciato a piede libero per omicidio preterintenzionale.

Discussione degenerata dopo un rapporto sessuale

Visitato in questura viene dal medico legale, il trans risulterà aver detto la verità almeno in merito alla colluttazione: ha 4 costole rotte, tumefazioni al volto ed ecchimosi. La trans di Perugia, difesa dall’avvocato Francesco Gatti, sostiene che ci sia stata una colluttazione a causa della prestazione sessuale, pagata trenta euro e avvenuta dentro la vettura del defunto. Poi, la discussione sarebbe degenerata  e si sarebbe spostata sul campo dove, mercoledì mattina, è stato trovato il corpo senza vita del ventiduenne. Il trans sostiene di essere stata aggredita da Samuele. Come già detto, dai primi accertamenti medici ciò risulterebbe corrispondere al vero: inoltre, il sangue trovato all’interno della Panda rossa sarebbe proprio del trans brasiliano.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. come al solito…
    a chi ama pescare nel torbido,
    capita anche di tirar su degli squali:
    e non va mai a finire bene…
    e questo vale sia per il 22enne che per il trans.

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