Messina, 14 dic – Un’infermiera siciliana si è rifiutata di sottoporsi al vaccino antinfluenzale, che per gli operatori sanitari (su base di un decreto regionale) è obbligatorio. E una sentenza in suo favore decreta che è un suo diritto: non potrà essere sospesa dal lavoro.



L’infermiera del Policlinico di Messina

La donna è infermiera presso il Policlinico di Messina. Notizia di oggi è che ha vinto la causa davanti al tribunale del lavoro. L’assessorato alla Salute siciliano si trova così costretto a risarcire 900 euro di spese legali all’infermiera. Secondo il giudice che ha seguito la controversia, l’obbligo vaccinale non può essere introdotto dalle Regioni, bensì con una legge dello Stato. Queste le parole dell’ordinanza: “A prescindere dalla valutazione della ragionevolezza degli atti contestati da parte ricorrente l’introduzione dell’obbligo del vaccino non appare rientrare nella competenza regionale“.

L’operato del sindacato Nursind

L’infermiera appartiene alla sindacato Nursind ed è stata difesa dal consulente legale nazionale del sindacato. Annullata così  l’efficacia del decreto e della nota in cui l’azienda sanitaria imponeva alla donna di vaccinarsi entro il 20 dicembre, pena la sospensione temporanea dal servizio per tutta la campagna vaccinale.

“E’ una vittoria di civiltà”

“E’ una vittoria di civiltà, che riconosce il principio di autodeterminazione del cittadino e del lavoratore, nonché il diritto al lavoro, ex articolo 36 della Costituzione, contro la paventata ipotesi della sospensione temporanea del lavoro di quanti non si volessero sottoporre al vaccino”, dichiara il sindacato che ha seguito l’infermiera.

Ilaria Paoletti

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