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Roma, 15 dic – La verifica di governo sembra virare verso quel rimpasto che nessuno vuole (a parole), mentre oggi ci sarà il confronto-scontro tra Renzi e Conte. All’indomani degli incontri del premier Giuseppe Conte con M5S e Pd e in vista del confronto chiave, quello con Italia Viva di oggi, si fa un gran parlare di dare un altro ministero ai renziani. Anche se è sotto gli occhi di tutti che il leader di Iv punta al bersaglio grosso, i miliardi del Recovery fund.

M5S contro il rimpasto di governo

Discutere di rimpasto è surreale“. Così il reggente M5S Vito Crimi e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, di fatto il leader del Movimento. “Non ne abbiamo parlato“, assicura dal canto suo il segretario del Pd Nicola Zingaretti. E anche la fedelissima renziana Maria Elena Boschi ribadisce che per Iv “non è assolutamente all’ordine del giorno“. Ma il rimpasto in verità sarebbe la soluzione più semplice per calmare Matteo Renzi, che ha minacciato di far cadere il governo se Conte non chiederà scusa per essersi arrogato il diritto dei pieni poteri sui miliardi Ue e non farà marcia indietro sulla cabina di regia e la task force.

Zingaretti: “Si deve andare avanti”

Intanto la verifica è l’occasione giusta per Conte per capire che aria tira tra gli alleati giallofucsia. Ieri il premier ha totalizzato cinque ore di vertice, di cui tre tutte per il M5S. Zingaretti si dice fiducioso, parla di “incontro utile” e ritiene che “l’azione di governo debba andare avanti“. Gli fa eco Crimi che dice: “Abbiamo rilanciato sui temi”. Mentre Di Maio chiede uno “stop alle polemiche”. Il titolare della Farnesina chiarisce: “Abbiamo chiesto rispetto su misure molto importanti come il rinnovo dell’ecobonus, il conflitto di interessi, lo stop alle trivelle e l’abbassamento delle tasse”. Nessuno nomina il Recovery fund, dunque. Anche se ieri il ministro dem dell’Economia Roberto Gualtieri ha ribadito che serve una cabina di regia per gestire tale mole di soldi.

Oggi alle 13 il duello Conte-Renzi

Occhi puntati quindi sull’incontro di oggi alle 13, quando Renzi con la delegazione di Iv incontrerà Conte. Le premesse lasciano intendere che il confronto sarà aspro. Pure la Boschi, ai microfoni del Tg4 ribadisce i nodi sul tavolo: “Crediamo che ci siano degli errori nel piano sul Recovery. E’ giusto scegliere insieme come spendere e non può essere un uomo solo, il premier, a deciderlo“. I 5 Stelle, dal canto loro, come sempre si schierano con il premier e assicurano di essere “pronti a difendere anche la cabina sul Recovery fund”. Dal canto suo, Conte concede un po’ di autocritica: “Sono stati fatti degli errori, non sono infallibile”.

Un nuovo ministero per Italia Viva?

Gli scenaristi intanto si scatenano sui possibili accordi per accontentare tutti. Una ipotesi, formulata dal Corriere della Sera, è quella secondo cui il renziano Ivan Scalfarotto, attualmente sottosegretario agli Esteri, potrebbe ottenere un alto incarico dirigenziale al Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio con sede a Ginevra. In tal modo lascerebbe libera una casella che farebbe salire di livello i renziani nell’esecutivo, con un nuovo ministero per Iv. Sempre se il diretto interessato ritenesse l’offerta sufficiente a non far cadere il governo.

Renzi pronto a far cadere Conte sulla legge di Bilancio

La linea di Renzi è semplice, almeno in base alle dichiarazioni pubbliche. Niente rimpasti, il nodo è il Recovery: “Conte deve spiegare come vuole andare avanti, e lo deve fare in Parlamento”. Se il redde rationem non avverrà oggi a Palazzo Chigi, sarà in Aula, a fine dicembre con il voto sulla legge di Bilancio. Lì Renzi farà cadere Conte. Perché l’ex premier non intende rinunciare alla possibilità di gestire i miliardi Ue. La posta in gioco è abbastanza alta per provare a sbancare.

Adolfo Spezzaferro

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