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donna aggreditaCremona, 13 apr – Scene di ordinario Far West italiano. Una aggressione in una (ex?) tranquilla città di provincia come ce ne sono tante, sempre di più. A parlare stavolta è Elisa, una giovane donna di Cremona reduce da una violenza i cui esiti potevano essere davvero peggiori.

Elisa, raccontaci cosa ti è successo.

Giovedì pomeriggio sono uscita di casa, sono andata a prendere la macchina in via Magenta.

Un attimo, per chi non conosce Cremona: parliamo di una zona a rischio, di un quartiere difficile?

No, la zona è una di quelle che fino a qualche tempo fa erano considerate tranquille.

D’accordo, andiamo avanti allora…

Con le chiavi davanti alla mia macchina mi ritrovo davanti un tipo di colore in bicicletta che cerca di afferrare la mia borsa. Automaticamente io ho opposto resistenza e l’ho trattenuta. Tra vari strattoni e insulti alla fine mi è arrivato un cazzotto in faccia che mi ha buttato per terra e mi ha ridotta come sono adesso.

Trovi che la tua città sia cambiata negli ultimi tempi?

Sono cresciuta a Cremona ma onestamente io non me la ricordo così. Se siamo messi così adesso io la vedo veramente grigia. Molto grigia.

Perché hai deciso di raccontare la tua aggressione al Primato nazionale?

Perché sono una cittadina italiana e voglio i miei diritti.

Qual è il tuo stato d’animo in questo momento?

Sono veramente delusa e amareggiata. Vorrei più sicurezza per tutti: per i ragazzi, per le donne. Per chiunque, per tutti i cittadini italiani.

Come vedi il futuro per i tuoi figli?

Molto gramo. Francamente se fosse più semplice me ne andrei…

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