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hippoMacerata, 29 dic – Enormi animali che corrono lungo le strade trafficate provocando incidenti automobilistici… no, non è “L’Esercito delle 12 Scimmie” ma è quanto è successo questo sabato a Villa Potenza, quando dalle gabbie del circo Orfei, di transito nella città marchigiana, sono scappati vari animali tra cui un grosso ippopotamo di otto anni e quindici quintali, che ha perso la vita investito da un’automobile sulla strada adiacente al circo.

Fortunatamente il conducente non ha riportato ferite gravi ed è stato immediatamente soccorso dal personale del 118, mentre Aisha, così si chiamava il pesante animale, è stata rimossa con un carro attrezzi.

Stando a quanto dicono i circensi, uniche dichiarazioni riportate finora dagli organi di informazione, l’animale sarebbe scappato in seguito ad un blitz messo in atto da un gruppo di animalisti che però, in quanto tali, dovrebbero sapere benissimo che questi animali non vivrebbero a lungo in un habitat come quello nostrano, soprattutto in pieno periodo invernale.

Perché quindi gli attivisti avrebbero liberato questi mammiferi sapendo di consegnarli a morte certa? Forse perché animalisti veri non lo sono. Se l’incursione animalista dovesse corrispondere al vero, probabilmente si tratta di un gruppo di inesperti “cani sciolti” che in un periodo di confusione e moda per l’animalismo occidentale, hanno provato ad emulare altri movimenti, mettendo però a repentaglio sia la vita dei cittadini, che quella delle creature stesse. E così infatti è stato.

Ma i circhi non sono per nulla nuovi ad episodi come questo. Sono numerosissimi i casi all’estero in cui gli animali si sono dati alla fuga da zoo e circhi: solo nel 2014 in Ohio, decine e decine di animali esotici si sono riversati nelle strade in cerca di libertà, mentre a Bengasi e a Berlino, interi branchi di scimpanzè e babbuini si sono arrampicati su alberi e palazzi dando un bel da fare agli agenti, anche in una località della Cecenia, pochi mesi fa, un orso evaso da uno zoo seminò il panico tra gli abitanti.

Pure l’Italia non è da meno. Solo negli ultimi anni, infatti, sono molteplici le fughe dei quadrupedi, molti dei quali appartenenti alla famiglia Orfei, che hanno portato gli animali ad invadere strade e periferie, tra le risate dei bambini e la paura degli adulti; Tigri a Napoli, Oristano e Bari, zebre e antilopi a Reggio Emilia, canguri a Milano, elefanti a Torino e a Bassano del Grappa… e poi loro, i poveri ippopotami che hanno provato a scappare per ben due volte a Matera come a Vicenza, per trovare la morte in questi giorni a Macerata. Nessuno di questi casi appena elencati è dovuto ad azioni di sabotaggio animalista, ma semplicemente è una più probabile conseguenza alle distrazioni dei circensi e agli svariati casi di maltrattamenti che queste bestie subiscono dai loro domatori, che quando va bene finiscono sul banco di un tribunale, ma quando invece va male, trovano la fine stesi sull’asfalto.

Andrea Bonazza