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Roma, 14 nov – E’ definitivo: dopo la firma di un’ordinanza da parte del ministero della Salute, Campania e Toscana entrano in zona rossa, mentre Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche diventano arancioni. Portano a questa determina i dati del contagio forniti dalle Regioni. Rimangono gialli Lazio e Sardegna nonostante un lieve peggioramento della situazione epidemiologica. Regge anche il Veneto.

Le regioni italiane sono attualmente così suddivise:
Zona rossa: Campania, Toscana, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria, provincia autonoma dell’Alto Adige.
Zona arancione: Emilia-Romagna, Marche, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Basilicata, Puglia, Abruzzo, Umbria, Toscana, Liguria.
Zona gialla: Veneto, Lazio, Sardegna, Molise, provincia autonoma di Trento.

L’Italia si sveglia quindi con più restrizioni. Da Bolzano a Messina fioccano le ordinanze emanate dagli amministratori locali – a volte decisamente «creative» – nel tentativo di  fermare il contagio:

Centri storici

Nonostante il Dpcm non lo preveda, in moltissimi Comuni – anche nelle Regioni gialle – saranno vietate le passeggiate nel centro storico. Ingressi contingentati a Roma, Napoli, Bologna, Benevento, Torre Annunziata. Seguono a ruota i comuni di Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. A Bologna soppressi manifestazioni ed eventi all’aperto.  Lungomare off limits nel weekend per Genova, mentre a Livorno divieto di ingesso nei «moletti». A Verona e Pesaro è previsto il senso unico nelle vie pedonali, a Cittadella, in provincia di Padova, divieto di fumo in strada per non dover abbassare la mascherina.

Folla e megafoni

Scenari da Corea del Nord nella Capitale, dove sono stati pianificati annunci anti-assembramento e per ricordare l’uso dei dpi col megafono, elicotteri e vigili-sentinelle. Uguale misura in Abruzzo che incrementa i controlli per impedire lo spostamento tra Comuni.

I negozi

In tutto il Lazio chiuse «le grandi strutture di vendita nei giorni festivi e prefestivi indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, salvo generi alimentari, le farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole». In Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia gli stessi provvedimenti vengono applicati agli outlet e gli anziani avranno la precedenza nelle prime due ore di apertura.

I mercati

Si infrange la speranza di poter partecipare ai mercatini di Natale, compresi quelli di Bolzano e a Trento. Tutto soprresso. Nel Lazio «nei giorni festivi, su aree pubbliche o private» niente bancarelle che non vendano beni alimentari. Vietate anche quelle «degli hobbisti e i mercatini per la vendita o esposizione di proprie opere d’arte ed opere dell’ingegno a carattere creativo»

Bar e ristoranti

In Veneto rimane il divieto di consumare cibo e bevande dopo le 15 se non si sta seduti al tavolo, anche se i locali possono chiudere alle 18.

Le scuole

In Alto Adige scatta da lunedì la Dad per tutte le medie e superiori. Negli asili e alle alementari sarà consentita la presenza solo ai figli dei lavoratori essenziali. Chiusura totale di  tutte le scuole, anche gli asili, fino al 28 novembre per Catanzaro. Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia vietano le lezioni di ginnastica, di canto e di strumenti a fiato. L’assessore alla Sanità della Sardegna ha fatto richiesta al governo di chiudere tutte le scuole, dalle elementari alle superiori.

Attività motorie

Vietato passeggiare e fare sport sul lungomare in Emilia, in Friuli chi vuole fare attività fisica dovrà stare alla larga dai centri storici. L’attività motoria a Bolzano è consentita entro una distanza massima di 1.000 metri dalla propria abitazione e sarà controllato attraverso una applicazione del telefono. A Rimini si può passeggiare o correre sul lungomare, ma senza sostare.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Qui da blindare ci sono le menzogne di un governo comunista che ha il compito di portare l’Italia alla rovina sociale ed economica……….un gruppo di incapaci che tramite un presunto comitato scientifico ,fatto da individui che non riconoscono un raffreddore da una bronchite,ha il compito di affamare il paese e poi asservirlo al miglior offerente……….cambiano regole ogni giorno,uccidono le speranze di imprenditori, più o meno giovani, disprezzano gli italiani che lavorano………. domani quanto cibo butteranno i ristoratori friulani che hanno saputo di dover chiudere due giorni prima…….? Dove cazzo vivono questi incapaci che ci vogliono affamare,cosa cazzo fanno nella loro inutile vita……….? Lo sanno che un ristorante prende il cibo al giovedì per la domenica…..? Vergogna, migliaia di euro buttati al vento……..da giallo ad arancione…….come se nulla fosse………fate vomitare.

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