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Roma, 25 nov – L’Italia è nella morsa del maltempo, con molte regioni, dal nord al sud, di nuovo sott’acqua per le forti piogge che hanno fatto scattare l’allerta rossa in molte zone. Numerosi i danni, e i disagi, con strade chiuse, smottamenti e frane. A questo si aggiunge lo stato disastroso e disastrato della nostra rete infrastrutturale. E’ infatti crollato un altro viadotto in Liguria, ieri, non ci sono state vittime ma poteva essere un’altra strage. E’ accaduto sulla A6, nel comune savonese di Altare, poco dopo le 14. Una enorme massa di fango si stacca dalla collina e piomba sul viadotto della Madonna del Monte, facendolo crollare. Per fortuna c’è stato chi ha cercato di fermare le macchine, quando si è aperta la voragine: si tratta di Daniele Cassol, 56 anni, vigilante. Tra le vetture che è riuscito a fermare un pullman con decine di persone a bordo. E’ stata una fortuna: poteva essere una tragedia come col Ponte Morandi.

Toti: “Serve un piano straordinario di manutenzione”

Serve un piano straordinario di manutenzione per la messa in sicurezza del territorio della Liguria“, afferma il governatore Giovanni Toti, che rinnoverà la richiesta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, in occasione di un sopralluogo al viadotto crollato, domani 25 novembre, quando il maltempo forse potrebbe concedere una tregua.

Altra voragine sulla A21 Torino-Piacenza

Una voragine di una decina di metri si è aperta ieri sera anche sull’autostrada A21 Torino – Piacenza, tra Asti e Villanova. Un’auto in transito in quel momento è riuscita ad evitarla per un soffio. La polizia stradale ha bloccato il traffico. Il terreno, secondo una prima ricostruzione, è sprofondato a causa della pioggia incessante che da giorni si sta abbattendo su tutto il Piemonte. La protezione civile invita alla massima prudenza, con il nodo di Torino che potrebbe essere particolarmente congestionato nella giornata di oggi, per l’interruzione di tutte le autostrade, ad eccezione della Torino-Milano. Un’auto è finita nel fiume Bormida, in provincia di Alessandria, a causa dell’ondata di maltempo che sta interessando la zona. I vigili del fuoco hanno recuperato i due occupanti, che sono stati trasferiti in ospedale. E nel pomeriggio i vigili del fuoco, con l’ausilio dei carabinieri, hanno recuperato il cadavere della 52 enne travolta dal fiume Bormida e dispersa a Sezzadio, nell’Alessandrino. Fa paura il Po, che ha rischiato di inghiottire Cardè, il primo comune della Pianura Padana, in provincia di Cuneo, mentre a Torino il fiume ha sommerso i Murazzi.

Circa mille persone isolate in Valle d’Aosta

Sono circa mille le persone isolate in Valle d’Aosta a causa delle valanghe che hanno portato alla chiusura di alcune strade regionali. Le situazioni più critiche nella valle del Lys, dove Gressoney-La-Trinité è isolata a causa delle slavine che incombono sulla regionale. Interrotta anche la strada che porta a Champorcher a causa di una valanga finita sulla carreggiata. Chiuso anche il tratto finale della strada della Val Savarenche. In tutta la Regione, l’allerta meteo è arancione. Convocato d’urgenza il comitato viabilità.

Acqua alta di 129 centimetri a Venezia

È stato di 129 centimetri il picco dell’acqua alta a Venezia alle ore 9. Le previsioni di una marea massima di 140 centimetri per fortuna non si sono avverate. Il Centro maree del Comune di Venezia, informa che si deve attendere ancora un po’ per sapere la marea massima che interesserà la laguna, in particolare la Punta della Salute.

Una rete infrastrutturale che cade a pezzi

Ogni volta che il maltempo mette a dura prova la nostra rete infrastrutturale emerge con evidenza che il sistema non regge più, perché la maggior parte dei ponti e viadotti italiani è stato costruito tra il 1955 e il 1980. “Hanno superato la durata di vita per la quale sono stati progettati“, spiegano gli esperti. Incrociando età anagrafica, interventi straordinari e allarmi raccolti dai gestori, il Cnr conta ben venti ponti o viadotti che “destano preoccupazione”, talvolta sovrapposti alle segnalazioni della magistratura. Ci sono quelli sulla superstrada Milano-Meda in Brianza, c’è il viadotto Manna in Campania e quelli abruzzesi sulla A24/25 danneggiati dal terremoto del 2009. In Sicilia c’è il caso di un altro ponte realizzato da Riccardo Morandi, tra Agrigento e Villaseta, chiuso dal 2017 e con costi di riparazione esorbitanti, almeno trenta milioni di euro.

Le responsabilità di Autostrade per l’Italia

Se il nostro sistema autostradale fa acqua da tutte le parti (è proprio il caso di dirlo), non aiuta di certo la gestione di Autostrade per l’Italia, la società concessionaria del gruppo Atlantia (famiglia Benetton). In in base a quanto emerge dalle inchieste sul crollo del Ponte Morandi e sui falsi report sulla sicurezza, è chiaro un quadro di responsabilità di Aspi. Gli inquirenti, come ha rivelato Repubblica, hanno trovato nelle carte del piano di rischio sequestrato a marzo ad Aspi e ad Atlantia un documento in cui per il viadotto Morandi si parla di un “rischio crollo. Non era mai accaduto prima che tale dicitura fosse riportata in un atto ufficiale. Ecco perché la revoca della concessione, alla luce di quanto emerso, non dovrebbe essere una semplice richiesta del M5S ma volontà del governo tutto, al fine di preservare la sicurezza dei cittadini.

Adolfo Spezzaferro

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