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calo demografico istat italiani estinzione grande sostituzioneRoma, 26 apr – Se c’è chi ancora nutre dubbi rispetto Grande Sostituzione in atto, questa è la volta buona per cambiare idea. I dati Istat sul futuro demografico italiano sono a dir poco allarmanti e puntano dritto all’estinzione del nostro popolo. Se oggi gli italiani sono 60,7 milioni, nel 2045 scenderanno a 58,6 e a 53,7 milioni nel 2065. Perderemo dunque 7 milioni di residenti, mentre la quota di immigrati, manco a dirlo, aumenterà. E questo è uno scenario cosiddetto “mediano”. Perché nel peggiore dei casi (la demografia ha molte variabili) nel 2065 gli italiani potrebbero essere anche solo 46,1 milioni, ovvero 14 milioni in meno rispetto ad oggi. Grave dunque la situazione dell’intera nazione, ma gravissima in particolare quella del Mezzogiorno. Mentre al centro-nord il declino della popolazione dovrebbe iniziare solo dopo il 2045, al Sud nei fatti sta già avvenendo.



Se nel centro-nord esiste il 31% di possibilità che nel 2065 i residenti saranno aumentati, nel Meridione questa ipotesi non è presa nemmeno in considerazione. Il che vuol dire, per chi non l’avesse capito, che i 7 milioni di residenti che “perderemo”, saranno quasi tutti da Roma in giù. Ad oggi il 34% degli italiani vivono nel Mezzogiorno, nel 2065, in uno scenario mediano saranno scenderanno ad almeno il 29% del totale. Nel peggiore dei casi la percentuale è destinata a diminuire ulteriormente. Le nascite non saranno ovviamente sufficienti a compensare i decessi, anche se, “grazie” agli immigrati, la fecondità è prevista in rialzo, da 1,34 a 1,59 figli per donna nel periodo 2016-2065.

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Dunque meno italiani, più immigrati e ovviamente un’età media molto più alta: nel 2065 salirà dagli attuali 44,7 a oltre 50 anni. Crescerà la vita media, che nel 2065 arriverà a 86,1 anni per gli uomini e 90,2  per le donne, mentre ad oggi è di 80,1  84,6 anni. Dulcis in fundo il saldo migratorio. “Grazie” agli immigrati riusciremo a tamponare un minimo la scomparsa degli italiani, visto che ogni anno si stabiliscono in Italia in media 150 mila unità. Il saldo sull’intero periodo previsto dall’Istat è di almeno 2,5 milioni di residenti in più, secondo le previsioni mediane.

Davide Romano

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1 commento

  1. Ovvio che sarà il Sud a perdere popolazione, con quei disonesti che si ritrovano al governo nelle istituzioni i migliori se ne vanno

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