Milano, 12 ott — Avevamo appena finito di scriverlo ieri: odiano gli italiani, odiano l’Italia, eppure rimangono fra noi al grido di «Chi non salta italiano è»: in questo caso il risentimento nei confronti del popolo che li ha ospitati era talmente grande da spingere quattro egiziani, all’epoca dei fatti minorenni, a massacrare di botte i clienti appartati in auto con alcune prostitute nel comune di Trezzano sul Naviglio, nel milanese. Lo riporta il Giornale.

Baby gang di egiziani pesta prostitute e clienti

I quattro delinquenti, arrivati sulle nostre coste in qualità di «minori non accompagnati» erano soliti trascinare clienti e lucciole fuori dall’auto parcheggiata, poi partiva il pestaggio: pugni, calci, bastonate, schiaffi inferti anche alle prostitute al grido di «Non venite più qua, noi ce l’abbiamo a morte con gli italiani», così come riferito alle forze dell’ordine da più di una vittima. Dopo le botte, le vittime venivano rapinate dei loro averi. Soltanto una delle squillo era riuscita a sottrarsi alla violenza dei quattro immigrati sostenendo di essere albanese.

L’arresto

Per gli egiziani sono scattate le manette su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale per i Minori di Milano perché «ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di rapina aggravata, commesso nel comune di Trezzano sul Naviglio». I pestaggi e le rapine sarebbero avvenuti tra il maggio e il giugno scorsi; i più di un caso gli egiziani avrebbero preso a pugni e calci le donne presenti. 

Stando al racconto delle vittime i quattro sbucavano dal nulla brandendo mazze da baseball e urlando frasi contro gli italiani. Un risentimento già noto a Trezzano, presso la comunità in cui i giovani immigrati alloggiavano, Villa Amantea. Il giudice per le indagini preliminari, motivando l’arresto, ha sottolineato la «spiccata propensione» degli egiziani «all’utilizzo dell’aggressività verbale e fisica come modalità abituale del proprio agire, nel contesto di atti di prevaricazione gratuiti finalizzati alla commissione di sistematiche rapine». Per gli egiziani si sono aperte le porte del carcere di Bologna.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Ma non possiamo impic*arli la Domenica pomeriggio in piazza ? Sarebbe anche economico, risparmiamo la benzina della gita fuori porta ed anche istruttivo per gli altri che non ci proverebbero più

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