Roma, 16 mag — Ci risiamo, la sinistra torna a negare che esista il gender: a fare da apripista è l’immancabile Laura Boldrini. Ormai ininfluente e marginalizzata, sfodera una delle sue solite, inascoltate boutade, in cui apre bocca a pappagallo per ripetere sempre i soliti tre concetti.

Per la Boldrini il gender è un’invenzione 

«Ma cosa è ‘l’ideologia gender’ chiamata in causa dagli oscurantisti della destra? — scrive sui social l’ex presidente della Camera — Solo uno spauracchio inventato per non fare formazione ai giovani contro l’omofobia. Scandalosa è la discriminazione, non la sensibilizzazione dei giovani volta a combatterla». Il casus belli che ha spinto la Boldrini a uscire dal sarcofago è costituito dalle — doverose — polemiche del centrodestra contro una circolare del ministero dell’Istruzione inviata nei giorni scorsi alle scuole di tutta in Italia. In vista della Giornata internazionale contro l’omofobia, il prossimo 17 maggio, ordina il Miur, «i docenti e le scuole di ogni grado, nell’ambito della propria autonomia didattica ed organizzativa, sono invitati a creare occasioni di approfondimento con i propri studenti sui temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali».

Il cavallo di Troia del ddl Zan

In pratica, la copia-carbone dell’articolo 7 contenuto nel ddl Zan — senza che il ddl Zan sia stato approvato e arrivata alle scuole all’insaputa dei genitori — che nella «Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia», e «al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contra stare i pregiudizi, le discriminazioni», prevede iniziative didattiche «per le scuole di ogni ordine e grado». Una norma che, se il ddl Zan diventasse legge, diverrebbe il cavallo di Troia per ogni tipologia di lavaggio del cervello a base di «inclusività», gender, transessualismo — dove non arrivano social media, influencer e pubblicità, ecco che ci si metterebbero pure i professori. Di qui la protesta del centrodestra, con il senatore Pillon in testa, che ha definito inaccettabile la circolare invitando Bianchi a fare dietrofront sulla questione. 

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Il ditino ieratico

Per tutta risposta la sinistra ha riesumato il ditino ieratico della Boldrini, la quale ci fa sapere che non esiste nessuna ideologia gender. Ma certo che no: ci siamo sicuramente sognati le tonnellate di propaganda mediatica a mezzo di stampa, programmi televisivi, influencer, musica, che predica la possibilità di variare il proprio sesso a piacimento a seconda di come ci si sveglia la mattina, e che il genere è un costrutto sociale che viene assegnato alla nascita contro la volontà del bambino. Erano certamente un sogno anche le crociate contro le femministe come J.K. Rowling, da anni bersagliata senza pietà dagli attivisti arcobaleno per avere detto che solo le donne hanno le mestruazioni, e non è mai accaduto che maschi biologici vestiti da donne arrivassero a competere nelle categorie femminili, facendo man bassa di premi destinati alle donne. Così come sono «finzione» i 72 generi descritti negli «studi di genere» insegnati nelle università di mezzo mondo, ma è probabile che nemmeno gli studi di genere esistano, l’ha detto la Boldrini.

Cristina Gauri

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10 Commenti

  1. Non se nepuo’ piu’ !!!! Non e’ possibile vedere per lestrade questi sporcaccioni di froci che si baciano ,e’ una malattia e va curata! vanno arrestati per atti osceni in luogo pubblico, mio figlio non voglio veda due uomini depravati fare certe cose. basta froci!

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