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xguinea_equatoriale.jpg.pagespeed.ic.EiXoorB4N2Roma, 29 giu – Quello che sta succedendo in Guinea Equatoriale ha semplicemente dell’incredibile. Infatti già in precedenza vi avevamo raccontato la triste storia di Roberto Berardi, l’imprenditore italiano condannato senza alcuna prova e con un processo farsa a due anni e mezzo di reclusione, per volontà del potente dittatore Obiang.



Ora però il regime della Guinea sta alzando il tiro: già a marzo aveva fatto arrestare altri due italiani, anch’essi senza prove, Fabio e Filippo Galassi, e adesso, proprio la scorsa settimana, ha sbattuto in galera anche il giovane Daniel Candio, 24 anni di Roma, dipendente di un’azienda chiamata ‘General Work’. In tutti e quattro i casi (Berardi, i due Galassi e Candio) o le accuse sono palesemente false, oppure non ci sono proprio. Nel caso di Candio ad esempio non è stata fornita all’Italia alcuna motivazione ufficiale a giustificazione dell’arresto.

I quattro Italiani sono tutti detenuti nel carcere di massima sicurezza di Bata, un vero e proprio lager in cui i nostri connazionali vengono torturati e umiliati quotidianamente. Li tengono sempre in celle d’isolamento, esposti a sporcizia e a malattie pericolosissime come la malaria. Il cibo e le cure mediche sono un optional: per le poche notizie che abbiamo, pare che mangino solo una volta al giorno e che non gli vengano fornite le necessarie assistenze sanitarie; uno di loro, Berardi, detenuto ormai da più di due anni a Bata, ha contratto varie patologie che stanno mettendo seriamente a repentaglio la sua vita.

Non è chiaro il motivo dell’accanimento della Guinea contro l’Italia, ma appare scontato che dietro questi arresti si nasconda la precisa volontà di umiliare il nostro paese a livello internazionale, dimostrando così al mondo che il piccolo paese centrafricano può fare come gli pare senza che Roma possa intervenire.

La Farnesina intanto brancola nel buio e invece di alzare i toni contro il dittatore Obiang, fa finta di nulla. Semplicemente vergognoso poi il comportamento tenuto dal nostro ex viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli, che ha dimostrato tutta la sua incapacità nell’occuparsi dei nostri connazionali, sequestrati da uno staterello africano di appena 800.000 anime.

Da questo quadro internazionale deprimente, ne esce fuori il ritratto di un’Italia senza spina dorsale, incapace di andarsi a riprendere i suoi e di riportarli a casa. E se con l’India, riguardo al caso marò, ci si poteva giustificare dicendo che ci siamo trovati di fronte ad un colosso economico mondiale, ci piacerebbe comprendere quali siano le reali motivazioni del nostro governo nel non tentare nemmeno di salvare la vita dei quattro Italiani.

A chi giova insomma abbandonare i nostri in Guinea?

Francesco Vozza



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1 commento

  1. Buongiorno sono la zia di Filippo Galassi, è vero stiamo brancolando nel buio non riusciamo a capire le motivazioni di tali accanimenti. Fra l’altro l’incaricato del console in Guinea non riesce a visitare ne’ i ragazzi (ricordiamoci hanno 24 anni) ne’ Fabio Galassi. Vorremmo avere un maggiore supporto in quanto non sappiamo assolutamente come poter risolvere questa tremenda e dolorosissima vicenda. Chiunque ci possa aiutare puo’ contattarmi per mail a:pfrancesca64@hotmail.it

    grazie infinite
    Paoafrancesca Strippoli

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