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Roma, 6 apr – “Il bianco è purezza”: una nuova frase che entra nel sempre più corposo elenco delle espressioni proibite. Era stata Nivea, l’azienda tedesca di cosmetici che fa parte del gruppo Beiersdorf AG, a osare richiamare l’associazione tra bianco e pulizia. Nella pubblicità di un deodorante si vedeva una donna di spalle indossa un accapatoio bianco. In sovrimpressione c’era una scritta: “Il bianco è purezza”, “White is purity”, nella versione internazionale.

I soliti indignati da social network, tuttavia, hanno immediatamente lanciato l’accusa di razzismo. Così, dopo solo due giorni, Nivea ha deciso di ritirare la pubblicità: il post è stato cancellato e l’intera campagna pubblicitaria è stata bloccata e ritirata. A indispettire particolarmente gli utenti sembra essere stato il fatto che lo spot fosse rivolto soprattutto al pubblico del Medio Oriente. L’azienda, inoltre, si è scusata con gli utenti.

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“La discriminazione deve essere esclusa in tutte le decisioni e in tutti i settori delle nostre attività – ha dichiarato un portavoce – Siamo profondamente dispiaciuti per chiunque possa essersi sentito offeso”. L’episodio potrebbe comunque essere l’occasione per campagne anche retroattive: incriminiamo l’inventore dello slogan del Dash, per esempio: “Bianco che più bianco non si può”. È chiaramente un incitamento alla selezione razziale. E così via, decenni di linguaggio pubblicitario che ha associato bianchezza e pulizia processati in una nuova Norimberga. O forse dovremmo smetterla di ragionare in base a paranoie politicamente corrette.

Roberto Derta

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3 Commenti

  1. censura o meno,in Asia dove non hanno questi complessi di colpa da onanisti alla confessione domenicale,è veramente difficile trovare una crema idratante che non sia ad effetto “whitening” ossia “bianchizzante”.

    ironia della sorte,una delle pochissime reperibili in versione normale
    non whitening…è proprio quella della Nivea.

  2. Dovrebbero cambiare anche il nome della ditta, perché “nivea” ricordo troppo il bianco. Bianco come la neve.

    Che idioti al cubo!

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