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Roma, 10 dic – Parole in libertà per il “plenipotenziario delle sardine romane” (definizione del Fatto che l’ha intervistato nell’edizione odierna) Stephen Ogongo. Il 45enne, nato in Kenya ma residente in Italia da un quarto di secolo, è noto ai più per essere il presidente dell’associazione pro-immigrati Cara Italia (che vorrebbe trasformare in partito), e per essere balzato agli onori della cronaca quando si era vantato di aver fatto rimuovere – lui e il suo piccolo esercito di segnalatori seriali – alcuni post sulla pagina Facebook di Matteo Salvini. Vanterie che dovette subito rimangiarsi, perché di lì a poco arrivò la smentita ufficiale del social network.

Avanti c’è posto

In pieno stile Ogongo, le sue dichiarazioni al Fatto Quotidiano di oggi stanno già facendo discutere: «Per me, almeno per ora, chiunque vuol scendere in piazza è il benvenuto. Che sia di sinistra, di Forza Italia o di CasaPound. Ai paletti penseremo dopo», e «Per ora è ammesso chiunque, pure uno di CasaPound va benissimo. Basta che in piazza scenda come Sardina». Come a dire «voi scendete, poi pensiamo al da farsi, che tutto fa brodo». Un’organizzazione impeccabile: più che alle sardine, pesci che si muovono in branco monodirezionalmente, fanno pensare a delle meduse, sospinte dalla corrente. Chissà cosa gli fa pensare che qualcuno di CasaPound vorrebbe scendere in piazza con loro. 

Poche idee ma ben confuse

Del resto, alla domanda sul futuro del movimento, lui risponde con un evasivo «È presto per dirlo e non c’è bisogno di saperlo ora. A noi basta aver unito centinaia di migliaia di persone, che si sono ritrovate in modo spontaneo a dire no a un linguaggio politico pieno di odio e discriminazione». Non vi è una frase che denoti chiarezza, una direzione, uno scopo preciso: ci sono o non ci sono nel panorama politico italiano? «Non so se diventeremo mai un soggetto politico». E sul futuro? Ancora meglio: «Per quanto mi riguarda le Sardine possono anche finire qui. L’importante è aver dimostrato che l’Italia ha gli anticorpi».

Cristina Gauri

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