Treviso, 15 mag. – È stata un’adunata dei record quella che si è conclusa nei giorni scorsi a Treviso e ha visto la partecipazione di migliaia di penne nere da tutta Italia. Nonostante sia stato pochissimo lo spazio che giornali e tv hanno riservato all’evento, sono state 500mila le presenze e 80 mila gli alpini che hanno percorso il centro storico della città nella sfilata durata oltre 13 ore. Il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, l’ha definita “La madre di tutte le adunate”.

“L’amor di Patria per noi è ancora un valore”, “Gli alpini non hanno confini, aiutano tutti”, “Ieri sul Grappa, oggi qui per il futuro dell’Italia”, “Il Piave mormora e noi lavoriamo in silenzio”, “Non ci faremo relegare nei libri di storia”, “Alpini una volta, alpini sempre”, sono solo alcuni degli slogan che sono apparsi sui tanti striscioni portati a mano dalla tante brigate che hanno sfilato a Treviso.

Quest’anno era l’adunata numero 90, ed è stata ribattezzata l’Adunata del Piave per via del ricordo dei cento anni della Grande Guerra. E per rendere ancora più omaggio alla ricorrenza il motto è stato “Alpini da Caporetto al Piave per servire l’Italia. Ora come allora”. Tra i primi a sfilare, ieri, gli alpini all’estero, accanto alle bandiere dei Paesi dove sono emigrati tanti anni fa, sempre con il tricolore nel cuore. Tra i più festeggiati l’artigliere da montagna Silvio Biasetti, biellese di 104 anni. Bastone in mano ha percorso gli oltre due chilometri della sfilata, salutato dalla gente e dalle autorità. Appuntamento a Trento, per l’Adunata del 2018.

 

 

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