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Lampedusa, 9 mag — Lampedusa nuovamente al collasso, sotto il flusso incalzante degli sbarchi di immigrati. Solo nelle ultime ore si registrano quasi mille nuove presenze, di diversa nazionalità, recuperati da una motovedetta della Guardia di Finanza e successivamente portati sull’isola siciliana.

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Non c’è pace per Lampedusa

Non c’è davvero pace per la piccola e sofferente località, da anni ormai al centro delle rotte degli immigrati che cercano fortuna in Italia. Ed appare chiaro come l’avvento della bella stagione farà da propulsore a un sensibile incremento degli arrivi. Sbarchi che come ogni anno arrecano un’enorme serie di problemi — umanitari, igienici, turistici, di sicurezza — visto che Lampedusa è, o sarebbe, un polo turistico da sempre rinomato. Ma tra sbarchi incessanti e restrizioni anti-Covid appare difficile ipotizzare un gran successo per l’economia turistica locale. D’altronde il collasso è certificato dai freddi numeri del Viminale che testimoniano un incremento record delle presenze di immigrati.

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Quasi mille clandestini in 24 ore

Gli immigrati erano a bordo di due navi, la prima, la Pelagie, portava 325 persone, mentre il secondo barcone è approdato dopo poco nel molo Favaloro, con 85 clandestini a bordo e una neonata. Le autorità hanno intercettato altre due imbarcazioni più piccole nelle prime ore della mattina. Su una di queste, a tre miglia dalla costa dell’isola, si trovavano ben 98 uomini, tutti originari del Bangladesh: la nave era alla deriva, con il motore in avaria. La seconda invece, molto più piccola, portava 16 persone, tutti tunisini. Nel corso di un ulteriore operazione di recupero, le motovedette della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza hanno fatto sbarcare sul molo Favaloro altri 398 clandestini di varia nazionalità

Grandissima la preoccupazione sanitaria vista anche la provenienza di alcuni degli immigrati, provenienti da Paesi dove infuriano varianti del coronavirus capace di suscitare la maggiore preoccupazione. Immediatamente sottoposti a triage e screening medico dopo lo sbarco, sono poi stati convogliati all’hotspot della contrada Imbriacola. Da segnalare che a Lampedusa in questo momento non vi sono navi quarantena, posto che la Allegra si è allontanata da alcuni giorni con a bordo 446 migranti.

Residenti stremati, persino il parroco se ne è accorto

Un’autentica flotta con barchini, navicelle dalle assi fatiscenti, imbarcazioni abborracciate e pericolose che cingono d’assedio la Sicilia e Lampedusa in particolare. La preoccupazione, anche per le citate criticità sanitarie, è alta. Tanto che lo stesso parroco di Lampedusa, Don Carmelo la Magra, lancia l’allarme ed invoca l’aiuto europeo, invocando maggiore cooperazione e solidarietà tra i Paesi membri dell’Unione. D’altronde è sotto gli occhi di tutti come Francia, Malta e Spagna molto spesso preferiscono voltarsi dall’altra parte, lasciando l’Italia da sola a fronteggiare la piaga degli sbarchi.

«È giusto che l’Italia chieda all’Europa di non essere lasciata da sola. Ma proprio per il suo impegno da capofila, sia l’Italia a dettare le scelte nel soccorso». Il parroco quindi conclude con un pensiero ai suoi parrocchiani, gli abitanti di Lampedusa, stremati da anni di accoglienza indiscriminata e gestita in maniera decisamente caotica. «I lampedusani non vanno messi nelle condizioni di essere provati oltre le loro forze». 

Cristina Gauri

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