Lampedusa, 21 gen – Solo qualche giorno di pausa, apparente, e stanotte sono ripresi in grande stile gli sbarchi di clandestini a Lampedusa con due motovedette della Capitaneria di porto che hanno condotto, intorno all’una, 305 clandestini che si trovavano a bordo di imbarcazioni 17 miglia a sud della più grande delle Pelagie.

Lampedusa, centinaia di clandestini arrivati (e altri in arrivo)

Fatte le consuete procedure le persone sono state portate nell’hotspot di contrada Imbriacola, adesso nuovamente con il doppio della capienza consentita, 570 soggetti, da questa mattina, a fronte dei 250 previsti dalla struttura. E all’orizzonte non si prospetta nulla di buono perché il calo degli sbarchi è, appunto, solo apparente: da giorni sia la Mare Jonio che la Geo Barents pattugliano il Canale di Sicilia alla ricerca di barche partite dalla Libia e adesso iniziano a bussare per avere un porto aperto. La nave italiana della Mediterranea Saving Humans, con 208 persone a bordo, è arrivata ieri pomeriggio a largo di Lampedusa e al momento è all’ancora di fronte alla costa settentrionale, mentre altri 363 sono sulla Geo Barents che ha iniziato il consueto andirivieni nelle acque intorno alle Pelagie.

Rispunta pure la nave di Bansky

E non è mica finita qui: signore e signori è tornata in mare dopo due anni di assenza, ma nessuno ne ha sentito la mancanza, l’imbarcazione, battente bandiera tedesca, Louise Michel finanziata da Bansky. Con a bordo altri 62 immigrati, adesso punta la prua verso Lampedusa, da dove era partita il 6 gennaio facendo continuamente spola tra le coste africane e italiane. Ricapitolando: a fronte dei 305 sbarcati stanotte, altri 633 attendono di arrivare in Italia. Che in totale fanno 938 persone e, nel confronto con lo stesso periodo nell’anno precedente, la piega presa è sconvolgente: 357 i clandestini giunti in Italia nelle prime due decadi del 2021.

Il silenzio delle istituzioni

In tutto questo nessun segnale, nessun provvedimento del ministro dell’Interno (sul tema, come sempre, la Lamorgese è assente ingiustificata) e del presidente della Regione Siciliana il cui ultimo appello, caduto nel vuoto più assoluto, risale alla scorsa estate. Prosegue a gonfie vele, non conoscendo crisi nemmeno a causa della pandemia – che al contrario mette in ginocchio le imprese e i lavoratori italiani – il business dell’accoglienza. Basta dare uno sguardo ai siti delle Prefetture per accorgersi che è un proliferare di annunci e bandi per recuperare nuove strutture dove allocare e mantenere gli immigrati, e servizi da offrire (trasporti, etc.). Nel più assoluto silenzio della politica, tutta.

Emanuela Volcan

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