Roma, 21 gen — La Lombardia, e successivamente l’Italia e l’Europa, furono travolte dalla prima ondata di coronavirus a causa dell’impreparazione dell’autorità e della mancata zona rossa al Alzano Lombardo e Nembro: ad abbracciare la tesi è ora anche la rivista scientifica The Lancet che ha pubblicato un articolo a firma di Chiara Alfieri, Marc Rgrot, Alice Desclaux e Kelley Sams intitolato Riconoscere gli errori del Covid nella sanità pubblica in risposta al Covid-19. 

The Lancet: la Lombardia travolta dal virus per colpa del governo 

«La popolazione della Lombardia fu sconvolta dagli eventi e dall’inconsistenza della risposta da parte della sanità pubblica e delle autorità di governo, oltre che da un piano pandemico obsoleto e non attuato», si legge. «I cittadini lombardi vennero messi di fronte all’orrore: ai propri affetti morti in casa senza cure e soli in ospedale, alla scarsità di ossigeno e bombole e alla confusione nell’identificare i corpi cremati».

The Lancet prova ad analizzare politicamente quanto accadde in quei giorni del febbraio di due anni fa, spingendosi a teorizzare che la diffusione a macchia d’olio del contagio in Lombardia e poi nel resto d’Europa sia da imputarsi alla mancata istituzione della zona rossa in bassa Val Seriana. «La decisione di non creare la zona rossa ad Alzano e Nembro da parte del Governo e della Regione Lombardia quando il Covid-19 fu diagnosticato ad alcune persone alla fine di febbraio 2020 viene vista come direttamente responsabile della diffusione dell’infezione in altre città attraverso la provincia di Bergamo (in modo particolare la Val Seriana) e poi in tutta Europa».

Il lavoro delle associazioni delle vittime

Gli autori dell’articolo non dimenticano di menzionare il lavoro svolto dall’associazione «Sereni e sempre Uniti» che raccoglie i familiari delle vittime del Covid, in particolar modo quelle della prima ondata. «L’evidenza antropologica dimostra che il ruolo di associazioni come quella dei familiari italiani delle vittime del Covid è cruciale per le istituzioni al fine di identificare e correggere gli errori nella risposta della sanità pubblica, necessaria per supportare le comunità a prepararsi a future minacce infettive, come raccomandato dalla Community Preparedness Unit dell’Oms».

Davanati a una tragedia di tale portata, che l’Istituto Nazionale di Statistica definì una «terza guerra mondiale», The Lancet pone l’accento su come «la società civile di Bergamo si organizzò in un movimento per avere giustizia, verità, risarcimento, dignità e per offrire un supporto emotivo in risposta al dolore, alla confusione e alla rabbia delle famiglie».

Nell’apprendere di quanto scritto dalla rivista, l’avvocato dei familiari delle vittime Consuelo Locati ha così commentato ai microfoni dell’Agi: «Quello di The Lancet è uno straordinario riconoscimento istituzionale che corona un lavoro certosino di ricerca documentale fatto negli ultimi due anni, ma è soprattutto un riconoscimento per quei cittadini che hanno deciso di portare in giudizio le istituzioni per fare in modo che si assumano le responsabilità di quanto avrebbero dovuto fare e non hanno fatto a scapito della vita di migliaia di persone che oggi potrebbero essere ancora tra noi».

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. “…Visita a sorpresa questa mattina del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla scuola Di Donato, istituto all’Esquilino, rione tra i più multietnici di Roma, con un alto tasso di alunni cinesi….”
    Era il 6 febbraio del 2020.

  2. «Venite a mangiare nei ristoranti cinesi»:
    l’appello del Pd di Lodi contro i pregiudizi. Era il mese di febbraio del 2020.
    Draghi dov’era?

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