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Roma, 1° ago – La situazione ormai è critica. L’isola di Lampedusa, complice la bella stagione, è sotto assedio da parte di barconi e barchini stracolmi di immigrati clandestini. L’ultimo sbarco, che trasportava un carico di 52 persone, è stato ultimato stamattina all’alba. Nei giorni scorsi i cittadini siciliani hanno assistito a una vera e propria invasione, in alcuni casi anche davanti ai turisti in spiaggia, con immagini video che hanno inondato la rete. Tracciando un bilancio complessivo, sull’isola siciliana, ribattezzata dai globalisti la «porta d’Europa», sono arrivati ben 250 clandestini.

Navi di lusso per i positivi al tampone

Il contesto assume tinte ancora più fosche se si osservano altri due aspetti della vicenda. Innanzitutto, è da rilevare che alcuni degli sbarcati sono risultati positivi al coronavirus, rendendo necessario l’invio a Lampedusa di una nave quarantena capace di alloggiare fino a 700 immigrati irregolari. Si tratta di un vero e proprio albergo galleggiante che, stando ai calcoli, dovrebbe costare al governo – e quindi ai contribuenti italiani – la bellezza di circa 4,8 milioni di euro per 92 giorni, e cioè più di 50mila euro al giorno. Detto della quarantena di lusso che attende i clandestini sbarcati con il «barboncino migrante», non sono poi da dimenticare le numerose fughe di massa di immigrati dai centri di accoglienza. Circostanza, questa, che ha costretto il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese a schierare l’esercito.

Lampedusa sotto assedio

La situazione, insomma, è quantomai critica. Tanto che pure Luigi Di Maio se ne è reso conto, e ieri ha tentato di gettare acqua sul fuoco con un’intervista al Corriere della Sera. Il ministro degli Esteri ha addirittura parlato di un’«emergenza nazionale» e della necessità di distruggere i barconi che partono dalla Tunisia. In tutto questo, il sindaco di Lampedusa Totò Martello lancia l’allarme e parla di un’isola allo stremo delle forze: «L’hotspot di Lampedusa sta scoppiando, ci sono oltre 900 persone su una capienza di cento ospiti. Mi rivolgo direttamente al premier Conte. Il centro d’accoglienza va svuotato subito, non possiamo aspettare le navi quarantena». Poi arriva addirittura la decisione di chiudete l’hotspot: «La situazione è molto grave – dice il sindaco – e non possiamo aspettare l’arrivo della nave previsto per domani sera, bisogna subito alleggerire il centro d’accoglienza». E conclude ammonendo: «In 28 giorni ci sono stati più sbarchi del 2011. Come si fa a dire che non è una emergenza?».

Elena Sempione

2 Commenti

  1. questi soggetti come è chiaro a tutti,non scappano da nessuna “guerra”.

    ce la portano in casa invece.

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