Roma, 14 set — Le calde lacrime dell’Arci. Il caro-energia e gli aumenti astronomici delle bollette colpiscono anche i luoghi di ritrovo preferiti dagli antifascisti-antagonisti-radical chiccosi: l’allarme arriva in particolare dal territorio fiorentino, dove da sempre spopolano i circoli dell’Associazione che ora guardano con preoccupazione alle prossime bollette di luce e gas.

L’Arci frigna per le bollette (foraggiata coi soldi nostri)

Lo afferma il Comitato territoriale di Firenze dell’associazione, spiegando che «i rincari già avvenuti e le previsioni per prossimi mesi fanno temere ai più di non riuscire a garantire gli stessi tempi di apertura e lo svolgimento di tutte le attività ricreative, sociali e culturali a cui sono abituati. Un pezzo fondamentale del tessuto dei nostri territori rischia così di venir meno al proprio fondamentale ruolo di presidio e di solidarietà». Presidio di solidarietà ad uso esclusivo di chi professa fede sinistroide, foraggiato con i soldi di tutti gli italiani — mica solo di quelli che votano Pd (nel 2021 ammontano a 3.090.452,32 di euro i fondi erogati dallo Stato italiano per tenere in piedi il baraccone dei «presidi di solidarietà», qui la rendicontazione).

Continua così la geremiade: «Dopo le tante difficoltà affrontate negli ultimi anni di pandemia, i Circoli Arci si ritrovano oggi con bollette di migliaia di euro, mediamente oltre il doppio di quanto veniva speso un anno fa». Il rischio, spiegano dal Comitato Arci, «è davvero quello di vedere i Circoli dover scegliere quali attività portare avanti, eliminandone molte o, addirittura, doverle sospendere totalmente, tenendo di fatto chiuse le strutture».

Nemmeno evadere il fisco aiuta i circoli?

Insomma, i dané non gli bastano più, e a quanto pare nemmeno evadere con estrema frequenza il fisco servirà a tamponare i futuri salassi. Già perché da una ricerca condotta della LGdata Srl su un campione di 645 casi e resa nota da Il Giornale emerge che la maggior parte dei circoli presenti sul territorio tiene aperti i bar «in maniera del tutto illegale» violando sistematicamente le normative. Oltre al vizio di non emettere gli scontrini fiscali ai non tesserati, «L’82% ha l’accesso sulla via pubblica, il 43% somministra bevande all’esterno dei locali e il 93% pubblicizza l’attività con belle insegne luminose montate sopra i tetti». Sono solo alcuni punti della lunga lista di infrazioni compiute dai gestori. «l 55% non espone i prezzi e più del 90% vende le bottigliette d’acqua a prezzi di mercato» e infine, «c’è quel 46% di circoli senza alcuna finalità di lucro che vende cornetti e gelati anche a chi non si è iscritto» creando concorrenza sleale ai bar. 

Nel 2015 il sistema d’affari Arci poteva contare su 1.115.000 soci e 4867 circoli diffusi su tutto il territorio nazionale. Sempre secondo i dati di quell’anno bar e affini fatturavano «5,5 miliardi di euro l’anno, tra evasione e vendite a regime fiscale agevolato». Ciononostante ora l’Associazione ricreativa italiana piange miseria e lancia l’allarme. Che dire: benvenuti nel mondo reale.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. A me non fanno pena. Nella mia regione hanno monopolizzato una parte del divertimento.. dell’arte.. dello sport… vai a ballare e ti chiedono la tessera Arci, ma che cavolo c’entra? Addirittura per andare a dei locali concerto, nei quali passa buona parte della musica live, quindi importanti per chi vuole farsi conoscere, bisognava fare una super tessera arci nella quale dichiaravi di essere super favorevole all’immigrazione illimitata.. super antifascista… super a favore delle lobby lgbt..(ho estremizzato il tutto per rendere l’idea). Per entrare dovevi avere la tessera per forza, per suonare idem.. mi sono rifiutato e non ci sono andato.

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