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leccoLecco, 5 dic – La procura distrettuale antiterrorismo di Milano ha emesso un ordine di cattura internazioanle per Valbona Berisha, 34enne albanese residente a Barzago, in provincia di Lecco. La Berisha, madre di 3 figli ha rapito il figlio di 6 anni abbandonando il marito, muratore albanese, e le due figlie di 10 e 8 anni in Italia, per raggiungere la Siria ed arruolarsi nell’Isis.

La fuga risale al 17 dicembre del 2014 e fino ad oggi l’unica accusa mossa verso la Berisha era quella di sequestro di persona; solo oggi dopo le indagini del Ros dei Carabinieri è stato emesso un provvedimento cautelare con l’accusa di terrorismo internazionale. La giovane mamma infatti, si era invaghita di un terrorista macedone online, e così, seguendo le gesta dell’Isis attraverso il web, aveva deciso di abbandonare la famiglia per combattere in Siria nelle fila del Califfato. L’analisi del materiale informatico rinvenuto dai carabinieri e sottoposto a sequestro ha consentito di rilevare una considerevole quantità di video di predicatori estremisti che incitavano al Jihad. Nel dicembre 2014 la partenza: la Berisha prese contatti sul web con un terrorista macedone, che in un’agenzia di viaggi in Kosovo acquistò i biglietti aerei per lei e per il figlio, dall’aeroporto di Orio al Serio alla Turchia. Giunta in Turchia, si è unita a un nucleo familiare proveniente dalla Bosnia, anch’esso partito per portarsi in zona di guerra per poi raggiungere la Siria, dove la Berisha ha iniziato un vero e proprio addestramento di tipo militare.

I contatti col marito però, che aveva denunciato immediatamente la fuga della moglie col figlio, non si sono del tutto interrotti: sempre gli uomini del Ros hanno registrato almeno due telefonate via Skype dove il marito ha potuto parlare col bambino, che si riferiva alla madre come a una “ninja” per via dell’abbigliamento nero coprente, e dove implorava la moglie di tornare in Italia. Il bambino diceva al padre di voler tornare a casa per andare a scuola: “Qui ho paura perché ci sono gli aerei che lanciano le bombe”, dice il bambino. “Le ho detto: andiamo da papà perché devo andare a scuola… Ma lei non mi lascia”, si lamenta al telefono. La donna è stata individuata con il figlio in un paese a 40 chilometri da Aleppo. Non si sa se i due siano ancora vivi.

Ancora un caso in cui il sottile filo rosso che collega i santuari del terrorismo islamico all’Europa, ed al nostro Paese, passa per i Balcani e la Turchia, ed in particolare dal Kosovo, divenuto ormai crocevia e porto franco per i jihadisti in transito verso il nostro continente.

Vittorio Sasso

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