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Roma, 4 ago – Le battaglie in nome del pensiero unico sono le “battaglie facili”. E la prima linea di chi agisce in nome del globalismo e del politicamente corretto a volte è formata da movimenti politici o pseudo tali, come le Sardine o Black lives matter, ma in altri casi, sempre con maggiore frequenza, all’avanguardia troviamo multinazionali e altri attori del capitalismo globale. Abbiamo già visto come l’antirazzismo sia diventato un prodotto, o come sia da considerare un dato acquisito la propaganda Lgbt di alcune piattaforme di intrattenimento. Un ulteriore caso è quello della propaganda gender di Lines, azienda leader nella produzione di assorbenti in Italia.

Gli organi sessuali non c’entrano con l’identità di genere

Lines (che è solo in parte italiana visto che dal 1992 è di fatto una joint venture paritetica con la multinazionale Procter & Gamble) ha pubblicato sul proprio sito e condiviso sulla pagina ufficiale Facebook un articolo dal titolo “Orientamento sessuale e identità di genere: cosa sono?”. Nonostante i colori rassicuranti, il titolo neutro e i toni pacati, il pezzo è in realtà schieratissimo e con una naturalezza sconvolgente spiega come gli organi sessuali non contino nulla nella definizione dell’identità di genere. Tratto testualmente dall’articolo di Lines: “Al momento della nascita, in base alla propria dotazione genetica sessuale, ossia in base a come si presentano gli organi genitali esterni, a ognuno viene assegnato un genere, quindi F, femmina, in caso di vulva o M, maschio, in caso di pene e testicoli. Si tratta di una definizione meramente anatomica, mentre l’identità di genere rappresenta la percezione che ciascuno ha di sé come maschio o femmina, o alle volte come appartenente a categorie diverse da maschio o femmina. Non sempre chi nasce con organi genitali femminili, cresce sentendosi femmina, così come non tutti coloro che nascono con organi genitali maschili crescono sentendosi maschi”.

Propaganda gender un tanto al chilo

Insomma avere un pene o una vagina è una questione “meramente anatomica”, che non ha nulla a che fare con la propria identità di genere. Un concetto alla base dell’ideologia gender, che Lines ci propina così, come fosse la cosa più normale del mondo. Sempre nell’articolo ci viene spiegato che per molte persone “l’identità di genere è fluida, oscillando nel tempo tra il femminile e il maschile. Il genere espresso da una persona va oltre a quanto ci viene assegnato alla nascita”. Nonostante tutto il pistolotto ideologico sul fatto che uno un giorno si possa sentire uomo e quello dopo donna a prescindere dal fatto che sia dotato di un pene o di una vagina, Lines ci tiene a sottolineare che “stando alle statistiche sono le donne a essere più aperte e disponibili ad accogliere questi cambiamenti”. Sembra quantomeno in contraddizione con l’impianto ideologico espresso nell’articolo. Il pezzo prosegue poi con tutto l’elenco dello “spettro di genere”, spiegando le differenze tra transgender, cisgender etc, proseguendo poi con le definizioni relative all’orientamento sessuale (omosessuale, pansessuale etc).

Gli uomini hanno le mestruazioni

Nel post pubblicato su Facebook ci sono stati oltre mille commenti, spesso in disaccordo con la linea politica di Lines. Gli admin della pagina Facebook del marchio di assorbenti hanno tuttavia tenuto il punto, rispondendo ad alcuni utenti che ognuno si può sentire uomo o donna quando e come vuole e che sostanzialmente anche gli uomini possono avere il ciclo. Probabile che il riferimento è ai transessuali che stanno operando la transizione da femmina a maschio. Ci sono poi una serie di commenti ironici che sostengono fintamente la propaganda gender di Lines. Molti utenti, soprattutto donne, non comprendono l’ironia e dispensano cuori e like. Grande è la confusione sotto il cielo.

Davide Di Stefano

2 Commenti

  1. Non ho letto l’articolo, e neppure lo farò, quindi mi fiderò del vostro riassunto. Quello che mi ha colpito è il passaggio riguardante la fluidità dell’identità di genere, a mio parere, si configura una chiara patologia mentale per coloro che cambiano idea nel corso dell’esistenza, circa la propria appartenenza sessuale. Mi chiedo come sia possibile cambiare orientamento in continuazione: sei maschio? Sei attirato, carnalmente, dai tuoi simili? Accettalo senza ulteriori turbe psichiche! Lo stesso vale per le femmine. Cosa vorrebbero instillarci? Che un giorno ti senti maschio, quello seguente una femmina per poi tornare, quello successivo, ad essere uomo? Provo pena, pensando che ci siano esseri umani ammantati da simili disfunzioni intellettive, debbono curarsi, altro che essere ” vezzeggiati e sdoganati “!

  2. “… spiega come gli organi sessuali non contino nulla nella definizione dell’identità di genere”.

    Eppure certe affermazioni continuano imperterrite a rompere i coglioni: vogliamo dire che anche questo non conti più nulla?

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