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Livorno, 20 apr — Simona è una delle 8 mamme che qualche settimana fa sono entrate in un supermercato di Livorno riempiendo un carrello della spesa di generi di prima necessità, per poi andarsene via senza pagare. Lo hanno fatto per sfamare i loro figli in un periodo di grande crisi dovuta alle restrizioni, dopo essersi scontrate con il muro di indifferenza del Comune, a cui avevano chiesto sostegno. Senza però ottenere risposta.

Parla una delle mamme che aveva rubato al supermercato

Il caso, che aveva sollevato un polverone mediatico, è stato riportato alla luce da Mattino Cinque, che ha intervistato una delle mamme. Simona, questo il nome della donna, racconta di avere perso il lavoro durante il primo lockdown e di essere ridotta alla disperazione: senza soldi, con figli a carico. Come tantissime altre famiglie che ora sono costrette a ingrossare le code davanti agli istituti di carità, o a sperare nella solidarietà delle istituzioni, sempre più mute di fronte al dramma della povertà.

“Siamo state costrette a farlo”

«Non siamo delle ladre», spiega ai microfoni della trasmissione. «Il nostro voleva essere un messaggio. In 48 anni ho sempre lavorato, fare un gesto come il nostro è umiliante — continua Simona — dopo un anno che subiamo umiliazioni. Siamo state in chiesa a chiedere perdono perché non abbiamo mai rubato neanche una caramella, ma il comune ci ha chiuso le porte in faccia». La donna racconta di aver inviato un’email a un assessore, annunciando di voler rubare al supermercato, ma di essere stata deliberatamente ignorata.

Il Comune le aveva ignorate

«Quando siamo arrivate alle casse il commesso ci ha chiesto di appoggiare la merce sul nastro trasportatore. A quel punto le abbiamo superate abbiamo detto: “paga il Comune, paga il sindaco”», racconta. A tutte le persone che hanno criticato sui social il gesto delle mamme, Simona ha solo una cosa da dire: «Oggi in questa situazione mi ci sono ritrovata io, ma domani potreste ritrovarvici voi». Per ora il padrone del supermercato non ha sporto denuncia. Se non altro, il gesto ha finalmente destato l’interesse del Comune di Livorno, che ha pubblicamente promesso di voler aiutare le famiglie in difficoltà. Ma con un avvertimento: «Azioni simili non devono essere più commesse».

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. beh,e i padri?
    scarpati dalle gentili,immagino:
    e adesso che vi servirebbero,NON ci sono.
    molte di queste donne che oggi sono a mal partito,sono le stesse che negli ultimi decenni hanno pensato bene di sostituire
    i compagni o i mariti con il welfare e la carriera,
    e adesso che sta piovendo letame
    si accorgono che il comune se ne frega,il welfare è riservato a zingari ed extracomunitari,
    i datori di lavoro guardano alla PROPRIA convenienza,
    e la carriera è per pochissime elette….
    e non è sicura nemmeno quella,quando c’è
    burrasca.

    come sempre,la vera importanza di essere in due ad affrontare la stessa vita….arrivi a capirla quando
    ti servirebbe qualcuno su cui poter contare…
    e ormai l’hai perduto.

    chissà….
    forse questa crisi ci lascerà anche qualcosa di buono,
    oltre ai danni che ci sta facendo:
    se non altro,sveglierà troppe donne che dormono…
    e anche molti uomini.

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