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Milano, 28 ago – Era sbarcato a Lampedusa all’inizio di luglio l’egiziano di 31 anni che lo scorso 9 agosto ha violentato una ragazza di 25 anni che, la mattina molto presto, stava andando a lavoro presso l’Ospedale San Raffaele di Milano.



Milano, stupratore sbarcato a Lampedusa

Mohamud Ahmed Haitham Masuod, l’egiziano di 31 anni identificato come colpevole dello stupro, era sbarcato un mese e mezzo fa a Lampedusa: fotosegnalato all’arrivo è immediatamente scomparso dai radar dopo aver regolarmente compilato la domanda da richiedente asilo.

Lo stupro in strada

Secondo le ricostruzioni dell’accaduto, l’egiziano, privo di permesso di soggiorno e senza precedenti penali, aveva pedinato la giovane che intorno alle 6:30 del mattino andava a piedi presso l’ospedale dove lavora, il San Raffaele. Poi l’avrebbe aggredita, per poi stuprarla dopo averla trasciata lontana dai passanti e dalle auto e poi violentarla. La ragazza avrebbe implorato pietà, chiedendo allo stupratore di non farlo in nome delle due figlie piccole che aveva lasciato a casa.

Stava andando al lavoro all’ospedale

Gli uomini della Squadra mobile, tuttavia, hanno individuato in pochi giorni il colpevole perché hanno studiato attentamente le immagini di tutte le telecamere di sorveglianza della zona, incrociandole poi coi dati raccolti con i tabulati telefonici. Soprattutto decisivo il riscontro delle analisi Dna, che hanno dato risultati corrispondenti a quelli dell’aggressore, il cui identikit è stato ricostrutio anche grazie alla denuncia della coraggiosa giovane. Lo stupro ai danni della ragazza è avvenuto nella zona di Cascina Gobba, non lontano dal nosocomio dove lavora la giovane.

Ilaria Paoletti

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