Roma, 29 nov – I lockdown e le restrizioni previste per Natale stanno per «regalare» al mercato dei vini una batosta da 1,4 miliardi. Più di qualcuno ha sostenuto che la discussione sui divieti imposti alle festività e ai pranzi natalizi e di Capodanno sarebbe surreale, a fronte della grave crisi sanitaria. In genere però le stesse persone tendono a dimenticare nella maniera più assoluta i devastanti effetti economici di certe misure.

L’allarme Coldiretti

A ricordare la drammaticità della situazione, con particolare riguardo alla vendita e al consumo di vini e spumanti a Natale è la Coldiretti. Le stime certificano un crollo verticale per l’anno 2020 del 40%, equivalente a una perdita complessiva di 1,4 miliardi di euro. Cifre impressionanti, e destinate purtroppo a lievitare se troveranno conferma il coprifuoco delle feste natalizie e i divieti di spostamento tra Regioni. Misure che si aggiungono alle chiusure imposte alle ore 18 per bar e ristoranti. La fine dell’anno e il Natale rappresentano da sempre un momento particolarmente importante per le vendite di vini e altri alcolici, in cui la domanda di vini e spumanti si impenna. Fatta eccezione per quest’anno, in cui invece è destinata ad arenarsi.

Il Natale «ai minimi termini» affosserà le vendite di vini

La fotografia, impietosa, di Coldiretti lascia poco spazio agli ottimismi: il venir meno di pranzi, cenoni, occasioni conviviali nei ristoranti o al chiuso di casa si tradurranno in un taglio netto ai consumi drastico rispetto ai circa 74 milioni di tappi di spumante consumati nel 2019. La colorazione connessa agli indici epidemiologici delle regioni non aiuta: Coldiretti stima come siano chiusi 2 bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi su 3 per oltre 215mila locali ubicati nelle regioni rosse e arancioni ove è vietata qualunque attività al tavolo.

Crolla l’export

Quadro non incoraggiante deriva inoltre dall’export, ove a pesare anche all’estero è il clima meno propenso ai festeggiamenti, con chiusura di bar e locali da sempre importanti per esportazioni di vini e spumanti italiani. Il calo delle esportazioni nel Natale 2020 farà registrare un assai poco incoraggiante meno 4,6% delle esportazioni dei vini rispetto al precedente anno: i Paesi che sembrano aver fatto registrare minor richiesta per i vini italiani sono gli Stati Uniti, a meno 2%, e la Germania, meno 3%.

Un duro colpo all’alta qualità

Colpita è soprattutto l’alta qualità, da sempre molto richiesta da ristoranti e resort di lusso che ne sono il mercato privilegiato. «A livello nazionale la Coldiretti è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti. Ma serve anche sostenere le imprese con massicci investimenti pubblici e privati. Anche per la ripresa delle esportazioni, con il vino che rappresenta un elemento di traino dell’intero Made in Italy sui mercati mondiali», dichiara il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sostenere l’esigenza di «un piano strategico per l’internazionalizzazione necessaria per sostenere la ripresa».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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