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Macerata, 3 ott – Dodici anni per Luca Traini. La Corte d’Appello di Ancona ha confermato la condanna per l’uomo che ferì sei immigrati a colpi di pistola il 3 febbraio 2018 a Macerata, per vendicare l’atroce delitto di Pamela Mastropietro. La giovane romana venne stuprata, uccisa, è fatta a pezzi dal nigeriano Innocent Oseghale. Il suo corpo sembrato venne ritrovato in due trolley sul ciglio della strada. La decisione è arrivata dopo quattro ore di camera di consiglio. Anche per i giudici di secondo grado si è trattato di strage aggravata dall’odio razziale, oltre alle accuse di danneggiamento e porto abusivo d’arma.

Un pensiero per Pamela

“Mi aspettavo di essere condannato per strage”, ha dichiarato il 30enne di Tolentino. Il suo pensiero, nonostante la condanna, è ancora tutto per Pamela: “Ora aspetto la verità anche per Pamela, Oseghale non può aver fatto tutto da solo”. La Corte, presieduta da Giovanni Treré, ha confermato anche il diritto delle 13 parti civili al risarcimento da quantificare in sede civile con provvisionali esecutive, dai mille ai 10mila euro: tra loro i sei feriti, altri “sfiorati” dalle pallottole, il Comune di Macerata, il Pd maceratese e due locali danneggiati. Il difensore, Giancarlo Giulianelli, ha contestato l’accusa di strage e i motivi razziali, e chiesto le attenuanti generiche, ma senza senza successo. Ricorrerà in Cassazione.

No ai domiciliari

Secondo lo psichiatra e criminologo Massimo Picozzi, che aveva scritto una relazione per conto della corte d’appello di Macerata, l’azione di vendetta di Traini, fatta nel nome dell’assassinio di Pamela, era legata “a uno stato emotivo e passionale”, che però non l’ha frenato nel compiere l’azione con lucidità e determinatezza. “L’efferata fine di Pamela, la cui notizia fu accresciuta dai mass-media con particolari raccapriccianti, che mai ho ricordato a memoria di cronache , mi toccò e mi tocca profondamente“, aveva scritto Traini. La difesa, oltre alla richiesta di rinnovo della perizia psichiatrica per l’imputato, aveva sostenuto per Traini la non configurabilità del reato di strage, l’assenza dei motivi razziali e domandato l’applicazione delle attenuanti generiche. Inoltre  Il legale di Traini aveva inoltre chiesto la concessione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, ottenendo parere negativo sull’alleggerimento della misura cautelare.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. il pensiero va a questo italiano che SOLO ha avuto il coraggio di esprimere il suo disprezzo per l’orrenda vicenda della povera Pamela e che SOLO ha affrontato e affronta l’iniquo destino conseguente alla sua eroica reazione….

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