Roma, 17 mag – Pecore come tosaerba. È la singolare e bizzarra trovata del sindaco di Roma, Virginia Raggi per tagliare l’erba nei prati dei parchi e delle grandi ville della Capitale. Ad annunciare l’iniziativa è stato l’assessore all’ambiente del Campidoglio, Pinuccia Montanari, in diretta facebook, che ha spiegato come l’input le sia arrivato dalla sindaca in persona. Del resto a Berlino già lo fanno.

Una nota della Coldiretti Lazio, firmata dal presidente David Granieri, accoglie l’idea con entusiasmo: “L’utilizzo di pecore per tagliare l’erba dei prati, prospettata dall’assessore all’ambiente Pinuccia Montanari su indicazione della sindaca Virginia Raggi, rappresenta un’interessante opportunità per lo sviluppo del settore agricolo ed è già stata adottata da altre città italiane, straniere e persino da grandi multinazionali negli spazi che circondano le loro aziende”. Inoltre la Coldiretti spiega che l’iniziativa va a soddisfare anche le problematiche legate all’aumento dei costi delle materie prime necessarie all’alimentazione degli animali, e che sarebbero già 50 mila le pecore pronte a brucare l’erba di ville e parchi rimani.

Ben venga lo sviluppo del settore agricolo e di quello zootecnico, ma dietro all’idea di impiegare le pecore come tosaerba si nasconde un mero calcolo economico. Negli ultimi 20 anni, infatti, il personale del Servizio Giardini si è drasticamente ridotto, passando dai 1.200 addetti ai 300 attuali. Troppa poca manodopera per un patrimonio verde che è il più grande d’Europa con i suoi 85 mila ettari totali di estensione.

Invece di assumere personale la Raggi trova l’escamotage delle pecore, che brucano l’erba a costo zero. Insomma, la città dove le oche del Campidoglio, sacre alla dea Giunone, salvarono Roma dall’assedio dei Galli secondo il sindaco potrebbe tornare agli antichi splendori grazie a delle pecore, che salveranno la città dalle erbacce.

Anna Pedri

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