Caltanissetta, 17 mag – Rosario Crocetta, l’ex governatore della Sicilia, è indagato per associazione a delinquere  finalizzata alla corruzione, all’abuso d’ufficio e al finanziamento illecito dei partiti. A Crocetta è stato notificato un avviso di garanzia dagli investigatori della Squadra Mobile di Caltanissetta. L’accusa rientra nell’ambito dell’inchiesta Montante, imprenditore ed ex presidente di Confindustria Sicilia (Sicindustria) arrestato insieme a tre poliziotti per aver messo in piedi una “rete illegale” di spionaggio.

Secondo gli inquirenti l’associazione a delinquere si sarebbe fondata su un patto di scambio. L’ex governatore avrebbe favorito Antonello Montante, nominando come assessori alle Attività Produttive due fedelissime del manager, Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, che avrebbero assicurato finanziamenti alle iniziative del presidente di Sicindustria. Montante in cambio del favore avrebbe finanziato la campagna elettorale 2012 del movimento Megafono, al cui vertice c’era appunto Crocetta, con 200 mila euro. Non solo: Montante avrebbe anche impedito che venisse reso pubblico da parte di giornalisti un video dal contenuto scabroso attinente la vita privata di Crocetta.

L’inchiesta, però, si sta allargando a macchia d’olio e l’arresto di Montante viene definito solo una delle tante tessere di un puzzle che si sta via via componendo. Il sistema funzionava così: da un lato Montante avrebbe creato una rete di contatti tra politici ed esponenti di forze dell’ordine per avere informazioni sulle indagini a suo carico. Dall’altro, avrebbe elargito favori e denaro per poi chiedere favori in cambio. Nel caso di Crocetta ci sono intercettazioni tra lo stesso Montante e le sue due fedelissime che recitano: “A Crocetta non gli abbiamo mai fatto sbagliare una mossa”. E ancora: “Con le attività produttive si può fare la terza guerra mondiale”.

Anna Pedri

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