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Roma, 31 lug – Sono destinate a far discutere le affermazioni di Vittorio Feltri sulla strage di Bologna, di cui la prossima domenica cadrà il 40° anniversario. In realtà, sarebbe un bene se si potesse discutere, nel senso etimologico del termine, di quella tragedia che oggettivamente presenta ancora oggi moltissimi lati oscuri e mai chiariti, come non hanno mancato di rilevare nel corso degli anni osservatori, studiosi e giornalisti appartenenti ad ogni area ideologica, osservatori che anzi spesso possono vantare un passato di militanza nella sinistra extraparlamentare.

Per il direttore di Libero, ad esempio, la strage di Bologna del 2 agosto 1980 “non è mai stata chiarita”. Lo ha dichiarato stamattina ad Adnkronos aggiungendo: “Non credo che c’entrino Francesca Mambro e Valerio Fioravanti. Non mi persuade questa interpretazione della vicenda. Non credo neanche che avessero la forza per organizzare una cosa simile. Non gli si può addossare la colpa della strage di Bologna che esigeva evidentemente un’organizzazione diversa”.

La strage di Bologna, aggiunge Feltri, “me la ricordo bene, lavoravo al Corriere della Sera, agli interni e al politico. Quando arrivò la notizia subito scattò l’allarme che pervase tutto il giornale. Ci mettemmo al lavoro. Naturalmente in seguito demmo un occhio alle indagini che non ci hanno mai persuaso, così come l’esito del processo. Ancora oggi c’è una delle vittime che non è stata identificata. Tra l’altro vorrei sapere chi ha finanziato quell’operazione. Mi risulta che sia in corso un’indagine a Bologna perché si intende fare un po’ di luce su come venne finanziato l’attentato. Certo sono passati 40 anni quindi non sarà facile”, conclude.

Cristina Gauri

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