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Roma, 31 lug – Contrordine compagni: il governo giallofucsia fa dietrofront sulle riaperture delle discoteche, delle sagre e delle fiere per via dell’aumento dei nuovi casi di coronavirus (che poi sono in gran parte importati, con gli sbarchi dei clandestini). Resta così in vigore per altri 10 giorni il Dpcm del 14 luglio (in scadenza oggi) che proroga le restrizioni, oltre all’obbligo della mascherina nei luoghi chiusi e il divieto assoluto di assembramenti. Come riportato dal quotidiano Il Messaggero, quindi niente nuovo Dpcm: per eventuali modifiche l’esecutivo prende altro tempo, in attesa di comprendere gli sviluppi dei segnali che arrivano anche da Paesi vicini. Il riferimento è alla Spagna, dove ci sono nuovi focolai a causa della movida nei locali notturni.

Il solito terrorismo psicologico di Speranza

Con l’occasione quindi il ministro della Salute Roberto Speranza ha elargito la consueta razione di terrorismo psicologico avvertendo che ancora non si può abbassare la guardia: “I dati internazionali del Covid-19 sono ancora preoccupanti. Gli ultimi segnali da Francia, Spagna e Germania ci dicono ancora una volta che la battaglia non è vinta. Neanche in Europa”. Nel question time al Senato il minstro ha poi confermato la linea della prudenza e ha annunciato che nel prossimo decreto di agosto saranno previste “risorse molto significative per finanziare un piano straordinario per il servizio sanitario nazionale e per rispondere alle esigenze delle lunghe liste di attesa”, peggiorate anche a causa del lockdown.

Ieri, a seguito di un incontro in teleconferenza tra Speranza e i ministri della Salute dei Paesi del G7, ha preso corpo la decisione di aspettare prima di procedere al varo di un nuovo Dpcm, con le misure di riapertura tanto attese, soprattutto dai gestori delle discoteche che, nel frattempo, hanno incontrato il governatore del Veneto, Luca Zaia (perché le Regioni possono procedere alle riaperture a loro rischio e pericolo).

Cts: “Sarebbe folle disperdere i sacrifici fatti”

Immancabile poi a completare il quadro, il parere allarmato dell'”espertone” filogovernativo. Secondo il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo, “in Italia ieri ci sono stati quasi 400 casi positivi in un giorno, mi pare che già questo debba invitare al senso di responsabilità. E al di là dei dati italiani, ciò che preoccupa sono i numeri oltre confine. Di Paesi molto vicini, ma anche molto lontani. Noi non siamo soddisfatti se ci sono misure restrittive, ma non possiamo restare in silenzio se capiamo che alcune riaperture hanno delle insidie. Penso alle discoteche, penso agli assembramenti, penso alle feste dei matrimoni”. Il consiglio del Cts è dunque quello di “resistere” ancora un po’ con le restrizioni: “Gli italiani sono stati bravissimi – spiega Miozzo -, ce lo riconosce tutto il mondo, hanno fatto sacrifici enormi per fermare la diffusione del coronavirus, sarebbe folle disperdere ora questo risultato”.

Adolfo Spezzaferro

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