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Roma, 31 lug – Donald Trump ha cambiato idea. O per meglio dire ha aggiustato la sua provocazione di ieri, in cui si chiedeva su Twitter se non fosse il caso di rimandare le elezioni presidenziali negli Stati Uniti. “Voglio le elezioni, non voglio un ritardo dell’Election Day, voglio però il risultato”, ha detto il tycoon durante la conferenza stampa sul coronavirus alla Casa Bianca. Una retromarcia evidente dopo la bufera scatenata ieri dal suo cinguettio. Ma il presidente Usa evita di cospargersi il capo di cenere, non è d’altronde nel suo stile, e ribadisce le sue perplessità nei confronti del voto per corrispondenza.

“Rischio elezioni corrotte”

Non voglio attendere settimane per avere i risultati in settimane, mesi e potenzialmente anni, potremmo non sapere mai chi ha vinto. E’ buon senso, non è politica”, ha precisato Trump. Per poi tuonare: “Tutti sanno che non funziona, saremmo ridicoli”. E ancora: “Voglio un cambio di data? No. Ma non voglio vedere delle elezioni fraudolente”.  Perché “Queste elezioni saranno le più corrotte della storia, se questo avverrà“, ha ribadito il presidente repubblicano riferendosi all’allargamento del voto per posta.

Dunque il leader della Casa Bianca continua a sostenere che la prevista modalità di voto, chiaramente anomala a causa dell’epidemia, è farraginosa e poco trasparente. Non può però evitare le elezioni e ieri su questo giornale abbiamo spiegato nel dettaglio perché. Il presidente degli Stati Uniti non può infatti decidere arbitrariamente di rinviare il voto, atto che deve essere al contrario approvato dalla maggioranza del Senato e della Camera dei rappresentanti, quest’ultima controllata dai democratici. Il suo tweet di ieri era quindi evidentemente una provocazione, con tutta probabilità dettata dal timore di elezioni alle porte che rischia di perdere.

Obama attacca Trump

Eppure come prevedibile ha scatenato una ridda di polemiche, a tal punto che è intervenuto pure Barack Obama. L’ex presidente americano ha accusato Trump di “attacchi alla democrazia”. In un discorso pronunciato durante i funerali di John Lewis, Obama ha menzionato le proteste in corso negli Usa ergendosi a difensore della causa Black lives matter. ”Mentre siamo qui c’è ancora gente che lancia gas lacrimogeni contro i manifestanti e che fa di tutto per negare alle persone il loro diritto di voto“, ha detto l’ex inquilino della Casa Bianca senza citare direttamente Trump. “So che questa cerimonia è per celebrare la memoria di John Lewis e che alcuni potrebbero dire che non dovremmo soffermarci su certi aspetti, ma John ha speso la sua vita per combattere gli attacchi alla democrazia in America, proprio come quelli che vediamo circolare in questo periodo”, ha tuonato Obama. Un j’accuse piuttosto forte, a cui però Trump non ha replicato. Limitandosi a rettificare il suo tweet di ieri.

Eugenio Palazzini