Roma, 24 ago – Chiara Ferragni che posta foto e scrive cose su Instagram non farebbe più notizia, se non fosse che il mestiere dell’influencer è far notizia a prescindere dalla notizia. Non hai nulla da dire di sensato? Pazienza, sei un influencer, tira fuori un selfie qualunque, spara due amenità e il gioco è fatto, frotte di fan accorreranno a cuoricinarti e a dirti “bene, bravo bis”. Nulla da eccepire, in fondo così è anche se non vi pare e piace, l’influencer vince spesso a mani basse la battaglia della comunicazione. La stampa che prova a criticarlo, per qualsivoglia motivo, rischia al contrario di apparire retrograda, subendo bordate di fischi e commenti livorosi da parte delle suddette frotte di fan, schierate a prescindere con l’adorato influencer. E’ come se l’influencer potesse contare su migliaia, nel caso di specie milioni, di militanti virtuali pronti a battersi per lui. Epperò c’è un però, qualcosa che stona allorquando l’influencer la butta in politica. Perché, solitamente, tranne rari casi, il fan-militante non segue il suo idolo aspettandosi prese di posizione elettorali. E’ anzi spesso refrattario a certi battibecchi. Oggi Chiara Ferragni è entrata a gamba tesa contro la Meloni e più in generale contro la destra. Risultato? Diversi esponenti del Pd l’hanno immediatamente citata a fulgido esempio di battagliera che non le manda a dire, viceversa il “popolo social” ha avuto reazioni meno entusiastiche. Fate una prova, leggete i commenti su Twitter (il social più “politico”), troverete di tutto.

L’errore di Chiara Ferragni

Ma cosa ha scritto esattamente Chiara Ferragni? Testuale: “Ora è il nostro tempo di agire e far sì che queste cose non accadano. FdI ha reso praticamente impossibile abortire nelle Marche che governa. Una politica che rischia di diventare nazionale se la destra vince le elezioni”. Qualunque cosa si pensi del diritto all’aborto e della legge 104, le cose stanno davvero come dice la Ferragni? Niente affatto, per due motivi, il primo ben evidenziato nella risposta di Fratelli d’Italia all’influencer e a chi ne ha esaltato l’uscita.

“Se vogliono occuparsi seriamente dell’aborto nella regione Marche, dovrebbero informarsi sulla base dei dati e consultare le relazioni annuali al Parlamento sulla legge 194”, fanno presente Isabella Rauti, responsabile del dipartimento famiglia di Fdi, ed Eugenia Roccella, candidata nelle liste di FdI. “Leggendo l’ultima firmata dal ministro Speranza si evince che nelle Marche le interruzioni volontarie di gravidanza, possono essere effettuate nel 92,9% delle strutture sanitarie mentre la media italiana è del 62%”.

Secondo abbaglio implicito preso dalla Ferragni, qualora si riferisse ai medici obiettori: le Marche non sono affatto la regione con più obiettori. Dall’ultima relazione del Ministro della Salute sull’attuazione della legge 194/78, si evince che diverse regioni superano in tal senso le Marche. Tra queste spiccano Puglia e Campania, entrambe governate da giunte di centrosinistra. Meglio i selfie, cara Ferragni.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. sono cagate create dai “content creator” che come riporta un articolo de IILPRIMATO percepiscono Rdc e sono evasori fiscali , un po come chi sponsorizza la bufale dei migranti che sono solo clandestini!

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