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Roma, 29 giu – Sabato scorso aveva cercato di uccidere la moglie, una romana di 35 anni, colpendola con una grossa cesoia, al culmine di una spirale dell’orrore durata anni e costellata di violenze e soprusi di ogni tipo. Oggi per il marocchino di 29 anni marito della vittima si sono aperte le porte del carcere di Civitavecchia. L’arresto è stato eseguito dagli agenti del commissariato Fiumicino e del Reparto Prevenzione Crimine Lazio. La 35enne, sposata da oltre 10 anni con il nordafricano, nei giorni scorsi era fuggita dalla casa in cui vivevano assieme ai tre bambini della coppia. L’escalation di violenze subite negli anni era arrivata al culmine e la donna aveva ritenuto saggio rifugiarsi nella villetta d famiglia a Fregene.  

Il gesto aveva scatenato la furia dell’immigrato – tossicodipendente, alcolizzato e con una lunga fila di precedenti per spaccio – che aveva così seguito la donna fino alla località balneare e l’aveva attesa nascosto nel giardino dell’abitazione. Quando la moglie aveva fatto ritorno l’aveva aggredita alle spalle bandendo la cesoia e menando fendenti per infilzarla, urlandole improperi e minacce di morte. Con enorme prontezza di riflessi la vittima era riuscita a trovare riparo chiudendosi a chiave nell’abitazione e avvertire le forze dell’ordine, che intervenute tempestivamente sul posto hanno bloccato il marocchino mentre sfogava la propria ira distruggendo l’auto della moglie con una spranga di ferro. 

Una volta in salvo tra le mura del commissariato la donna aveva raccontato degli abusi e delle violenze, anche di tipo sessuale, che il marito-aguzzino era solito praticare su di lei, e dei pesanti maltrattamenti fisici sui tre bambini della coppia – uno dei quali si trova ricoverato per le botte del padre, mentre gli altri due sono stati collocati in una località protetta. Dal racconto della 35enne è emerso che le violenze erano iniziate sin dall’inizio della loro relazione ed erano già state denunciate in altri uffici di Polizia, “anche se in maniera meno incisiva rispetto alla realtà dei fatti”. Il marocchino è finito in manette per tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia, danneggiamento, violazione di domicilio, possesso di oggetti atti ad offendere, violenza sessuale e minacce aggravate. 

Cristina Gauri

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