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Firenze, 5 feb – L’ennesima storia che lega immigrazione a delinquenza e violenza è avvenuta a Firenze, dove un marocchino positivo al coronavirus ha preso a morsi il vigilantes di un negozio dopo essere stato scoperto a rubare la merce esposta.

Stando a quanto riportato dalla Nazione, i fatti si sono svolto all’Ovs di piazza Dalmazia nell’accogliente capoluogo amministrato dal Pd di Nardella. Lì lo straniero aveva provato a sottrarre vestiti, magliette e capi di biancheria intima per un valore complessivo di 435,89 euro.

Il marocchino ruba vestiti e mutande all’Ovs

Il marocchino circolava con fare sospetto tra gli scaffali del reparto indumenti al secondo piano. Un atteggiamento che aveva subito destato i sospetti degli addetti alla sicurezza. da lì la decisione di seguirlo in ogni suo movimento, Lo straniero, pur rendendosi conto di essere attenzionato dai vigilantes, aveva lo stesso cercato di portare a segno il colpo. Così aveva preso a sottrarre più merce possibile indossandola come se stesse provando capi. Ma senza toglierseli. Poi aveva cercato di nascondere i capi di biancheria intima in un sacchetto di plastica. A quel punto è scattata la fuga, che è stata breve: la sicurezza ha fermato l’uomo a breve distanza dall’uscita. Lungi dal volersi arrendere, il marocchino ha opposto strenua resistenza urlando, dimenandosi e aggredendo uno dei vigilantes mordendogli la mano. 

L’intervento del 118

Per evitare un ulteriore peggioramento della situazione si è resa necessaria la chiamata al 118 per la sedazione di rito. A quel punto il nordafricano è stato trasportato all’ospedale Careggi a Firenze, dove è risultato positivo al coronavirus. Fatto che ha costretto all’isolamento fiduciario tutti coloro che sono entrati in contatto con il marocchino durante le fasi di fermo.

Un fatto analogo

Un fatto simile è accaduto meno di un mese fa a Imola. Lì un marocchino, pur essendo positivo al coronavirus, ha violato l’isolamento casalingo per andarsene in un centro commerciale imolese e depredarne un negozio di abbigliamento. 

Cristina Gauri

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