Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 8 set – “Dottore ma è vero che…?”, è un portale anti-fake news realizzato dalla Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) in cui gli esperti rispondono alle domande poste dagli utenti. Un sito consultabile da tutti e quindi sulla carta senz’altro utile vista la mole di informazioni errate che corrono in rete. Con l’emergenza coronavirus, i dottori forniscono diverse delucidazioni sul tema e c’è pure un’apposita sezione dedicata alle mascherine e ai bambini. Tra le domande più frequenti, poste dai genitori, ve ne sono molte che riguardano l’utilizzo di questo dispositivi protettivi. “Dottore, come mi comporto se mio figlio è spaventato dalla mascherina?”, chiede ad esempio un genitore. Risposta: “È comprensibile che all’inizio i bambini abbiano paura delle mascherine. Per questo l’American Academy of Pediatrics (APP) ha dato alcuni suggerimenti ai genitori perché incutano meno timore”.

Mascherine anche agli orsacchiotti

Tra questi, leggiamo: “Fai indossare delle mascherine di stoffa anche ai peluche preferiti di tuo figlio” e “indossa in alcuni momenti la mascherina anche a casa per aiutare il tuo bambino ad abituarsi”. E ancora: “Decora le mascherine in modo che siano personalizzate e divertenti”. Insomma si forniscono dritte per far sì che l’uso della mascherina diventi una sorta di nuova quotidianità per i bimbi. Grazie a questi metodi appositamente escogitati, smetteranno di trovarla “spaventosa” e la vedranno come un normalissimo indumento. Possibile che nessuno abbia qualche dubbio? Sono metodi opportuni? Davvero non ci sono controindicazioni? A leggere le domande poste ai medici, molti genitori di dubbi ne hanno eccome. C’è poi una questione di potenziale perdita di identità, con alterate rappresentazioni del corpo e dei comportamenti.

“Fingere nuove identità”

Ne è consapevole Elena Bozzola, segretario e consigliere nazionale della Sip (Società italiana di pediatria), che prova allora a consigliare altro: “Ci sono le mascherine dei supereroi, delle Barbie con cui i bambini possono fingere delle nuove identità. Non è un blocco alla socialità, anzi si può diventare curiosi delle mascherine indossate dagli altri bambini. La cosa importante è che non devono risentire delle ansie, delle preoccupazioni, dei pareri inconsciamente negativi dei genitori. I bambini comunicano benissimo con lo sguardo, non smetteranno di fare amicizia”. Fingere “nuove identità”, far indossare la mascherina anche agli orsacchiotti e visto che ci siamo mettiamocela pure in casa ogni tanto. Ecco, a noi tutto questo risulta semplicemente assurdo perché rischia di generare nei piccoli una percezione artefatta della realtà.

I rischi 

Visto però che non siamo esperti in materia, ci affidiamo volentieri alle parole dell’infettivologo Matteo Bassetti. “La mascherina chirurgica può causare ai bambini, sulla base di esperienze di utilizzo: senso di calore, irritazione, difficoltà respiratorie, fastidio, difficoltà di concentrazione, distrazione e bassa accettazione della maschera stessa. Inoltre, l’efficacia delle stesse non è stata dimostrata durante il gioco e le attività fisiche”, ha affermato direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, pubblicando sulla sua pagina Facebook il documento ufficiale dell’Oms e dell’Unicef sull’uso delle mascherine per i bambini a scuola. Come mai, dunque, l’Ordine dei Medici consiglia di mettere le mascherine pure ai peluche? Maledetti fake orsacchiotti.

Alessandro Della Guglia

Commenta