massimiliano-latorreRoma, 27 gen – “Per mare, per terram” recita il motto del San Marco e un Marò non lo dimentica mai, in nessuna circostanza. Massimiliano Latorre, il fuciliere coinvolto con il commilitone Salvatore Girone nella nota vicenda giudiziaria con il governo indiano, ha dimostrato la propria dedizione al suo ruolo anche durante il periodo di reclusione preventiva, rendendosi protagonista di un gesto nobile che gli è valso un encomio solenne.

Lo scorso 23 aprile, nel quartiere diplomatico di Nuova Delhi, Latorre ha assistito a un grave incidente stradale nel quale un ciclista veniva investito da un’automobile. La prontezza di riflessi del nostro fuciliere di Marina, e le sue conoscenze di primo soccorso apprese negli anni di addestramento, hanno probabilmente salvato la vita al malcapitato ciclista indiano, in attesa che giungesse il soccorso medico.

L’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, capo di Stato maggiore della Difesa, ha motivato l’encomio descrivendo Massimiliano Latorre come un «Sottufficiale di notevole levatura morale che, libero dal servizio, con incondizionato senso del dovere, altruismo e ammirevole spirito d’iniziativa, ha gestito una situazione di emergenza mettendo a frutto la propria esperienza professionale e personale». Il capo di Stato Maggiore, inoltre, ha ricordato che prima di rientrare nella Missione diplomatica italiana, Latorre ha ricevuto apprezzamento e riconoscenza da un ufficiale della Marina indiana, testimone oculare dell’episodio.

Francesco Pezzuto

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