Roma, 10 feb – Ancora una maxi truffa, da 21 milioni di euro, di fondi per il Covid: tra gli arrestati c’è pure chi ha acquistato uno yacht per andarci in vacanza in Sardegna. La Guardia di finanza ha smantellato un’organizzazione attiva in Piemonte, Lombardia, Lazio e Sardegna che, con false identità, otteneva finanziamenti come “fondo garanzia Covid” e prestiti bancari. Dieci le persone arrestate, otto in carcere e due ai domiciliari, su disposizione del Gip del tribunale di Asti. Da qui è partita l’operazione denominata “Warranty“.

Scoperta maxi truffa da 21 milioni di fondi Covid

Sequestrati conti correnti, imbarcazioni di lusso, immobili e società. In particolare, i finanzieri del comando piemontese, in collaborazione con i militari del gruppo di Olbia, hanno sequestrato tre imbarcazioni appartenenti a uno degli indagati. Si tratta di due gommoni e uno yacht di 15 metri, con tre motori fuori bordo da 450kw, del valore di oltre 300mila euro. Le imbarcazioni sequestrate su disposizione del gip del Tribunale di Asti sono ormeggiate al porto di Olbia e servivano all’indagato per le sue vacanze in Sardegna.

Ecco come funzionava la truffa con i soldi pubblici

Nel dettaglio, gli accertamenti hanno permesso di scoprire la truffa e il riciclaggio internazionale con l’utilizzo di società già esistenti e rilevate dagli indagati e di altre da loro create per lo scopo. Si tratta di società non iscritte come cattivo pagatore nella Centrale rischi di intermediazione finanziaria, ma rese artificiosamente affidabili grazie a bilanci artefatti. Gli inquirenti in sostanza hanno scoperto che questi bilanci falsi venivano regolarmente depositati presso la Camera di commercio, mostrando in questo modo a terzi (banche, privati e pubbliche amministrazioni) una situazione florida. Il tutto avvalendosi per la truffa del rilascio di false fideiussioni, tutte apparentemente emesse da primari istituti di credito.

Il riciclaggio internazionale

Parte dei soldi venivano trasferiti prima nell’Est Europa (Bulgaria, Slovacchia) e poi da lì in Svizzera, da dove tornavano di nuovo in Italia tramite una società di uno degli indagati. Per lui scatta pure il reato di auto riciclaggio aggravato dalla transnazionalità. Uno dei soggetti finiti in carcere peraltro scroccava pure il reddito di cittadinanza, che gli verrà subito sospeso. E’ la seconda maxi truffa con i fondi anti Covid stanziati dal governo per le imprese in difficoltà in pochi giorni. Dopo quella scoperta a Rimini (440 milioni di euro e 78 indagati).

Ludovica Colli

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