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Mediaset, tagli in vista? L’azienda smentisce chiusura di Tg4 e Studio Aperto

by Alessandro Della Guglia
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Roma, 15 nov – Si era diffusa nello scorse ore una clamorosa notizia: Mediaset avrebbe chiuso a breve Tg4, Studio Aperto e Sport Mediaset. Molte agenzie e quotidiani riportavano infatti i tagli drastici da parte del network televisivo fondato da Silvio Berlusconi.

Le indiscrezioni sui tagli in vista

Ad esempio Fanpage parlava di chiusura dei sopra menzionati programmi a partire da fine novembre. Mentre sarebbe stata garantita la sopravvivenza di Tg5 e TgCom24. La scomparsa improvvisa di queste storiche trasmissione sarebbe inevitabilmente destinata a generare una ridda di polemiche. Di fatto pare che Mediaset sia comunque costretta ad alcune “ottimizzazioni” a causa del calo di ascolti e una conseguente crisi economica dell’azienda. “Lo share dei vari telegiornali che chiuderanno è calato e le mancate entrate hanno indotto i vertici a ragionare su come impiegare al meglio le proprie risorse legate all’azienda da un contratto a tempo indeterminato”, scriveva Fanpage. “Le voci che si rincorrono all’interno dell’azienda parlano di circa 45 uscite in tre anni, di prepensionamenti su base volontaria, della chiusura di uno studio a Cologno Monzese e di una compressione generale delle linee di produzione”.

Mediaset smentisce: nessuna chiusura

Stamani è arrivata però la smentita di Mediaset, stando almeno a quanto rivelato da Ansa. “Fonti Mediaset – riporta l’agenzia – smentiscono l’indiscrezione che parla di una chiusura di Tg4 e Studio Aperto. L’unica ipotesi, spiegano le fonti Mediaset, è cambiare nome a News Mediaset in TgCom e razionalizzare le line, ma nessuna chiusura”.

Fonti di Cologno Monzese hanno ribadito il concetto anche all’Adnkronos. “Nessuna chiusura per Tg4 e Studio Aperto. E nemmeno per Sport Mediaset. Semplicemente una riorganizzazione interna delle ‘line’ di tutte le testate in un’ottica di ottimizzazione: ma volti e loghi delle testate resteranno diversificate”. Le stessi fonti puntualizzano che “i cambiamenti avverranno senza licenziare nessuno ma con il ricorso ad esodi incentivati”. In pratica “n tre anni sono previsti 45 prepensionamenti incentivati su base volontaria. Ma negli stessi tre anni sono previste le assunzioni di 15 giovani giornalisti”.

Alessandro Della Guglia

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1 commento

fabio crociato 15 Novembre 2021 - 12:14

Certo è che a dx, come a sx, la forbice tra pensieri divergenti si è aperta perciò qualche problema rilevante sorge anche per loro ! E non si vede proprio chi è in grado di gestire culturalmente, come al solito.

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