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Roma, 12 di – “Coloro che cercano di ostacolare la circolazione delle idee sono dei cretini innanzitutto: fermare le idee è come pensare di fermare l’aria con le dita, fermare delle idee che contengono dei semi di verità è doppiamente colpevole. Quella di Facebook non è soltanto censura ma anche un ostacolo alla libera circolazione della verità, con la V maiuscola”. E’ il commento del professor Alessandro Meluzzi, psichiatra e crimonologo, intervistato dal Primato Nazionale a proposito provvedimento del Tribunale di Roma che obbliga Facebook a riattivare la pagina di CasaPound. Dopo il professor Gervasoni, insomma, un’altra personalità del mondo della cultura plaude al provvedimento.

CasaPound è una risorsa, non una minaccia 

“Sono stato tra i primi a gridare allo scandalo per questa vicenda”, ricorda Meluzzi, “ma in nome della libera circolazione delle idee l’avrei gridato anche se si fosse trattato di una cosa molto meno seria e molto meno buona di CasaPound Italia. Considero CasaPound non una minaccia ma una risorsa per la costruzione di una cultura di destra in Italia, decorosa, colta e capace di guardare in prospettiva”. Il professore punta il dito contro tutti i denigratori di CasaPound che avevano gioito nei giorni dell’epurazione delle tartarughe frecciate dalla piattaforma: “Sono persone che temono la circolazione di tutte quelle idee che non vengono filtrate da un mainstream farisaico e incapace di discernere il vero dal falso, il buono dal cattivo e il giusto dall’ingiusto”.

L’amore per Pound

Per Meluzzi il “pensiero divergente” non è solo importante in quanto divergente e quindi libero, “Ma anche perché rivela delle verità che il potere vuole occultare”. Meluzzi ricorda che la sua ammirazione per il movimento parte dal nome, “che origina dal pensatore Ezra Pound, che in tempi non sospetti e a costo di passare anni in un manicomio criminale dopo la Seconda guerra mondiale, sfidò il concetto di moneta, di monetazione, di signoraggio bancario, di usura. Anche se non conoscevo CasaPound, solo a vedere il nome ‘Pound’ accettai subito di collaborare con loro fin dal primo congresso culturale”, ricorda il criminologo. “Non fosse altro per un’apertura di credito verso Ezra Pound, che rappresentava un’apertura verso un ‘pensiero proibito’. E siccome sono libertario, amo i ‘pensiero proibiti’. Ritengo quindi che la sentenza di oggi sia non soltanto un tributo al diritto liberale, ma anche a quel bene universale che è la possibilità delle persone di accedere alla verità”.

Zuckerberg e la censura

Sui soprusi sistematici che il colosso di Zuckerberg compie contro la libertà di espressione Meluzzi non ha dubbi: “Zuckerberg è l’espressione della censura planetaria operata dal mondo del potere, che però come tutti i ‘poteri’, è a tempo ed è destinato a finire”. A questo proposito il professore ricorda una frase di Falcone, “non c’è fenomeno storico ancorché legato al potere che non sia transeunte”, spiega. “Così come è caduto l’impero assiro, di Assurbanipal, caduto l’impero babilonese e quello romano, cadrà anche quello  dell’Nwo, dei Rotschild, di Soros e Rockefeller, basato sul potere planetario della moneta”. L’invito finale di Meluzzi è quindi quello di “guardare alla storia con speranza, come a una continua palingenesi; e in questa battaglia, il fatto che CasaPound abbia ritrovato la sua postazione su Facebook è un tributo alla cultura ed un potente valore aggiunto per noi, i nostri figli e nipoti”.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Egregio Alessandro Meluzzi: ci sono Imperi e “imperi”, quindi variano i tempi, le conseguenze delle loro storie e delle loro cadute, sulla nostra pelle. Dunque non mi consolerei più di tanto osservando e “vivendo” sul terreno faceboochiano…

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