Milano, 24 mar – E’ stato detto e ripetuto mille volte: i dati ufficiali relativi ai contagi da Covid-19 in Lombardia – ma non solo – ormai sono inutilizzabili a fini statistici e possono dare un’idea solo limitata della diffusione del virus, senza riuscirne a fotografare esattamente la reale portata. I tamponi vengono eseguiti solo sui sintomatici gravi, che approdano al pronto soccorso in grave crisi respiratoria; per tutti coloro colpiti dal Covid in maniera meno virulenta c’è l’isolamento in casa, niente tampone, una blanda cura a base di tachipirina e la speranza che non peggiori.



Una nuova strategia della Regione

Questi sospetti casi con febbre e tosse che non rientreranno mai nella contabilità dell’epidemia, rappresentano il «sommerso» che sfugge alle statistiche ufficiali – ma esiste, e se positivo rappresenta un vettore di contagio pericolosissimo. Le cronache sono ormai sature delle storie di coloro che sono morti per stare vicino ai propri parenti che manifestavano solo la classica «infreddatura». Proprio per questo motivo l’assessore alla Sanità della Lombardia Gallera è intervenuto lanciando un appello rivolto ai sintomaticì lievi: «Isolatevi, senza vedere i vostri familiari, anche se avete un semplice raffreddore e poche linee di febbre», presentando, di fatto, la nuova strategia della Regione basata sull’assunto che «I pazienti con sintomatologia simil influenzale, di cui non è nota l’eventuale positività, devono essere considerati come sospetti casi Covid-19». 

Mappatura dei sintomatici lievi

D’ora in avanti i medici di famiglia saranno obbligati a monitorarli assiduamente e di fatto, mapparli. Le modalità sono contenute nella delibera, approvata ieri dalla giunta di Attilio Fontana, che prevede la cosiddetta «sorveglianza attiva» tramite telefonate quotidiane e il rilevamento della percentuale di ossigeno nel sangue con il saturimetro, per capire in tempo reale chi, a causa dell’infezione, va in fame di ossigeno e ha quindi bisogno di ricovero immediato.

Non trascurare i sintomi lievi

Il coronavirus, spiegano i medici, agisce in modo subdolo e repentino: la crisi è dietro l’angolo, anche per pazienti che manifestano sintomi trascurabili. «Questa malattia si manifesta inizialmente con sintomi molto lievi, per diversi giorni si possono avere un malessere vago, poche lineette di febbre e una tosse secca, anche leggera – spiega a Bergamo News Roberta Villa – Con la percezione che giustamente abbiamo della gravità del Coronavirus per tutto quello che stiamo vedendo, siamo portati a pensare che non si tratti di questa malattia ma che per esempio abbiamo preso freddo. E questo può favorire l’aumento dei contagi, soprattutto in famiglia».

La mappatura dei sommersi

Quanti sono questi sospetti Covid? Una stima è arrivata da Milano e provincia. Il Corriere riporta che nei giorni scorsi i medici di base sono riusciti a intercettare «1.800 malati con sintomi Covid-19 da mettere in quarantena e sorvegliare in modo stringente», attivando, nella giornata di venerdì, un portale informatico ideato dall’epidemiologo dell’Ats Milano Antonio Russo. Lo scorso weekend sono stati analizzati i casi di 5.500 pazienti, da cui è emersa la presenza di quasi 600 casi di malati con bisogni sociali e 1.800 sintomatici di Covid-19 finora sommersi che dovranno essere monitorati mediante l’invio di «unità speciali di guardia medica». Per questi pazienti è prevista anche la fornitura di un saturimetro con le relative istruzioni d’uso.

Cristina Gauri

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