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Roma, 23 apr – Al momento 180 immigrati sono a bordo della nave traghetto “Raffaele Rubattino” della Tirrenia per la quarantena. Nei giorni scorsi gli irregolari sono stati trasbordati dalle navi Alan Kurdi (battente bandiera tedesca) e Aita Mari (battente bandiera spagnola), rispettivamente della Ong tedesca Sea-Eye e della Ong spagnola (finanziata dal governo basco) Salvamento Maritimo Humanitario. Nonostante il decreto interministeriale “L’Italia non è un porto sicuro” firmato congiuntamente dai ministeri degli Esteri, dell’Interno, dei Trasporti e della Salute, l’emergenza coronavirus in Italia e in Europa e lo scoppio di focolai epidemici in tutti i Paesi africani (Libia compresa), le organizzazioni hanno deciso di navigare ugualmente verso la zona “ricerca e salvataggio” (SAR) della Libia.

Nel decreto interministeriale varato in seguito alla richiesta di autorizzazione allo sbarco degli immigrati della Alan Kurdi, è stato chiesto al governo tedesco, come Stato di bandiera della nave, di “assumere la responsabilità di ogni attività in mare, compreso il porto di sbarco”. Ancora una volta, come in una sorta di guerra ibrida contro l’Italia, la Germania si è girata dall’altra parte, non prendendo atto delle sue responsabilità. Il ministro Paola De Micheli ha quindi richiesto un “Provvedimento della Protezione civile” che a sua volta ha affidato l’”intervento al Dipartimento Immigrazione con supporto Croce Rossa”. Ciò ha comportato la locazione della “Raffaele Rubattino” per un costo stimato da La Verità di circa un milione di euro ogni 15 giorni.

Il ministro del Partito Democratico, il partito che ha già favorito lo sbarco in Italia di 700 mila immigrati clandestini, si è superata. Il 19 aprile, la De Micheli ha pubblicato un “avviso per la presentazione di manifestazioni di interesse per il servizio di noleggio di unità navali battenti bandiera italiana e/o comunitaria, funzionali all’assistenza e sorveglianza sanitaria dei migranti soccorsi in mare o giunti sul territorio nazionale a seguito di sbarchi autonomi nell’ambito dell’emergenza relativa al rischio sanitario da agenti virali trasmissibili”. Questo bando del ministero dei Trasporti è stato deciso “in esito a quanto previsto dal Decreto del Capo Dipartimento della protezione civile n. 1287 del 12 aprile 2020, nonché sulla base della determina a contrarre adottata in data 18 aprile 2020 dal soggetto attuatore, Capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno”.

Nell’allegato tecnico troviamo il costo: “Il corrispettivo complessivo stimato è pari a 1.199.250 euro, Iva esclusa, per i 30 giorni di esecuzione dell’appalto, di cui 900.000 euro, Iva esclusa., da corrispondersi a corpo, ed 299.250 euro, Iva esclusa, da corrispondersi a misura”. Il corrispettivo stimato riguarda un’unità navale che possa accogliere “285 persone, di cui 250 migranti, per un periodo di 30 giorni”. Stando a questi parametri, il costo della quarantena a bordo delle navi per singolo immigrato sarà di circa 200 euro al giorno (50.000 euro al giorno per i 250 immigrati). Al costo della locazione, bisogna aggiungere quelli relativi al personale sanitario e di sorveglianza impiegato a bordo, quelli relativi al trasbordo degli immigrati e alle possibili evacuazioni mediche d’urgenza e quelli connessi alla sicurezza intorno alla nave, nonché il corrispettivo dovuto alla Croce Rossa.

Prima gli stranieri

Ancora una volta, il “prima gli stranieri” trova conferma negli atti del governo giallofucsia. Al momento, a causa dell’emergenza coronavirus e della connessa chiusura delle attività produttive e commerciali, un numero sempre maggiore di italiani si ritrova con il frigorifero vuoto e senza uno straccio di aiuto economico inviato dallo Stato, mentre gli immigrati, che hanno pagato profumatamente i trafficanti, sono stati accolti e verranno accolti con tutti gli onori. Questa ulteriore mossa del governo non farà altro che favorire l’immigrazione clandestina e il business dei trafficanti di esseri umani, certi che i loro clienti troveranno ospitalità nel nostro Paese.

Tutto questo sta avvenendo nel momento in cui, a causa della pandemia di Covid-19, la redistribuzione degli immigrati in altri Paesi membri dell’Unione europea è stata di fatto sospesa fino alla fine emergenza, come sono stati sospesi gli accordi bilaterali con la Tunisia per i rimpatri dei cittadini tunisini. Invece di istituire un blocco navale e i relativi respingimenti dei barconi per salvaguardare la salute pubblica in Italia, il governo Conte sta facendo ripiombare l’Italia nell’incubo “campo profughi europeo”.

Francesca Totolo

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