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Columbia, 22 dic – Thomas J. Thompson è un “cacciatore di tesori” e ne ha trovato uno da 300 milioni di dollari in monete d’oro. Però, non vuole dire dove sia nascosto per timore che gli venga sottratto. E affinché ciò non accada, è disposto a finire in carcere – anzi, vi soggiorna da ben cinque anni.



Un tesoro di monete d’oro

Thompson, infatti, non ha voluto mai rivelare ai funzionari del Tesoro Usa dove si trovino le monete d’oro recuperate decenni orsono da un piroscafo affondato nel 1857 a causa di un uragano. Nel 1988 l’uomo, insieme ai suoi soci della SS Central America, società specializzata nel recupero di antiche imbarcazioni naufragate e affondate, trovò infatti un vero e proprio tesoro da film di avventura.

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Il piroscafo naufragato del 1857

Il  piroscafo naufragato nel 1857  al largo della Carolina del Sud  trasportava tonnellate di lingotti e monete d’oro.  Sia lui che i suoi soci avevano investito una quota per ottenere una percentuale sul recupero del bene. La spartizione del lauto bottino, però, non sarebbe andata liscia: nel 2012 Thompson è stato citato in giudizio dai soci, e ha pensato quindi bene di darsi alla fuga e sparire. Fuga durata poco, dato che è stato rintracciato e quindi arrestato in Florida nel 2015. Oggi ha 68 anni, e nel 1988 raccolse più di 12 milioni di dollari da 161 investitori per finanziare il ritrovamento delle preziose monete d’oro.

Meglio il carcere che rivelare il segreto

Comprensibile, quindi, che i soci (o i loro discendenti) rimasti esclusi dalla spartizione del tesoro siano ora furenti. Lui, dal canto sui, nega di aver nascosto l’oro trovato sul fondo del mare.  Anche se c’è da dire che fino a poco fa sosteneva di averlo “nascosto” in Belize su un fondo fiduciario del Belize, circostanza mai verificata. Thompson, tra le altre cose, nel 2012 è stato ritenuto colpevole di oltraggio alla corte per non essere comparso in tribunale: pena due anni di carcere e una multa di 250.000 dollari. Qualora si arrivasse a un patteggiamento, i pubblici ministeri sarebbero disposti ad aiutarlo a ritrovare il prezioso tesoro. Ma lui si rifiuta nettamente, preferendo il carcere alla rivelazione. Recentemente, il “padrone” del tesoro avrebbe anche fatto istanza di sospensione della pena: motivi di salute. E’ stata rigettata. E’ proprio vero che quando c’è la salute c’è tutto (ma è meglio di un tesoro?)

Ilaria Paoletti

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