Roma, 11 gen – È morto David Sassoli: il presidente del Parlamento europeo è deceduto all’1.15 di questa notte, a 65 anni, a causa di una grave complicanza dovuta ad una disfunzione del sistema immunitario. Era ricoverato dal 26 dicembre scorso nel centro oncologico di Aviano, in provincia di Pordenone. A dare la notizia del decesso il suo portavoce, Roberto Cuillo, con un post su Twitter. Nelle prossime ore si sapranno la data e il luogo del funerale.

Morto a 65 anni David Sassoli (Pd), presidente del Parlamento Ue

Lo scorso dicembre Sassoli aveva annunciato l’intenzione di non ricandidarsi alla guida del Parlamento europeo. Giornalista, conduttore televisivo, vicedirettore del Tg1, era entrato in politica come europarlamentare del Pd nel 2009. Alla notizia del ricovero, diffusa soltanto ieri, parlamentari, rappresentanti delle istituzioni, colleghi e amici in Europa e in Italia hanno espresso manifestazioni d’affetto.

Il cordoglio della von der Leyen

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen si è detta “profondamente rattristata dalla morte di un grande europeo e italiano. David Sassoli è stato un giornalista appassionato, uno straordinario presidente del Parlamento europeo e soprattutto un caro amico”. “I miei pensieri vanno alla sua famiglia. Riposa in pace, caro David”, ha aggiunto la von der Leyen su Twitter. L’ultimo messaggio pubblico di Sassoli è di ieri, quando aveva voluto esprimere il “cordoglio” per la morte di Silvia Tortora, primogenita di Enzo Tortora.

Il ricovero a settembre per una grave polmonite da legionella

Sassoli – sposato e con due figli – aveva già dovuto annullare gli impegni istituzionali da settembre a inizio novembre dello scorso anno, a causa di una “brutta” polmonite dovuta al batterio della legionella. Come lui stesso aveva spiegato in un video pubblicato su Twitter dopo la guarigione. Nella notte tra il 14 e il 15 settembre scorsi, il presidente del Parlamento Ue era stato ricoverato a Strasburgo. Aveva pertanto saltato la seduta plenaria nella quale la von der Leyen aveva pronunciato il discorso sullo stato dell’Unione.

Il ritorno nella plenaria di fine novembre

Sassoli nel video messaggio aveva spiegato di avere “una brutta polmonite da legionella: ho avuto febbre altissima, sono stato ricoverato all’ospedale di Strasburgo, poi sono rientrato in Italia per la convalescenza. Ma purtroppo ho subito una ricaduta e questo episodio ha spinto i medici a consigliarmi una serie di analisi e di accertamenti”. Esami clinici che Sassoli aveva condotto in Italia, presiedendo da remoto le riunioni del Parlamento per l’intero mese di ottobre, tornando in persona nella plenaria di fine novembre.

La carriera da giornalista

Sassoli, eurodeputato dal 2009, era stato eletto presidente del Parlamento Ue il 3 luglio del 2019 (ma già nel 2014 era stato vicepresidente), succedendo ad Antonio Tajani. Nel 2013, invece, aveva provato con la politica nazionale candidandosi alle primarie per il sindaco di Roma: arrivò prima di Paolo Gentiloni ma dopo il vincitore, Ignazio Marino. Nato a Firenze, Sassoli si era trasferito fin da piccolo a Roma seguendo il padre, giornalista. Dopo il liceo classico Virgilio e l’iscrizione a Scienze politiche, Sassoli iniziò la sua carriera giornalistica a Il Tempo, poi l’agenzia cattolica Asca, la redazione romana del Giorno e poi la Rai, dove venne assunto nel 1992. E in Rai divenne noto al grande pubblico, come conduttore del Tg1.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Legionella… ma per il Presidente del Parlamento Ue, defunto, si affermano presunte gravi insufficienze nel sistema immunitario, diversamente dai colpiti dal Covid morti per il solo sino-virus !! Cosa hanno questi sistemi immunitari “occidentali”, quarantenni-cinquantenni-sessantenni, per essere così deboli?
    Davanti a questa domanda, forse non tutti gradiscono, come risposta, dover sostenere obbligatoriamente il pericoloso cerotto, altamente remunerativo, targato BigPharma; desidererebbero piuttosto serie ricerche statistiche incrociate (queste sì globali), per arrivare a significative conclusioni. Se non sono capaci loro di fare ricerche, nessun problema, le possono fare altri, basta che la finiscano di celare e di negare l’ acquisizione di importanti elementi di analisi. Vero?
    (Anche questa è etica… moderna, Firme Facili di turno!).

  2. Altro che presunte… mieloma m. che con leucemia, sla, sclerosi m., ecc., vedono la scienza medica occidentale in ginocchio, pure con virus e batteri che gli scappano di mano, quando ha di fronte una autostrada da percorrere se solo sapesse/volesse incrociare la quantità di dati interdisciplinari oggi a sua (e purtroppo solo a sua), disposizione, in chiave di conoscenza preventiva.
    Certo gli “scienziati senza pazienti” non potrebbero più speculare e consentire di lucrare a certa moderna iper-produzione capitalistica, saccheggiatrice.
    Tutto ciò, ribadisco, non è neppure lontanamente concepibile per le Firme Facili, studenti coccolati del dopoguerra.

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