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Treviso, 4 ago – Balza nuovamente agli onori della cronaca l‘ex caserma Serena di Treviso: la struttura già nei giorni scorsi era finita sotto i riflettori, diventando un caso nazionale, per essere diventata il più grande focolaio di Covid del Paese con quasi 140 contagiati tra gli immigrati ospiti del centro e 300 persone, tra richiedenti asilo e operatori del centro, messi in isolamento per scongiurare il rischio di ulteriori contagi. Una volta appresa la notizia dell’isolamento forzato, tra gli stranieri residenti nell’ex caserma è scoppiata la rivolta, a fatica contenuta dalle forze dell’ordine. Come ormai di consuetudine nei centri d’accoglienza sottoposti a quarantena per il coronavirus, infatti, gli ospiti mal sopportano la prospettiva di passare due settimane senza contatti con l’esterno – come se gli italiani, nei mesi scorsi, si fossero invece divertiti.

La festa

Il lockdown non ha però demoralizzato gli immigrati della Serena, che – stando a quanto riportato dalla Tribuna di Treviso – sabato sera si sono scatenati in festeggiamenti con musica a tutto volume, urla e schiamazzi ben udibili fino 2 del mattino all’esterno della ex caserma. E non era nemmeno la prima volta. Il tutto per la gioia dei residenti, che hanno deciso di allertare le forze dell’ordine chiedendo un intervento per sedare i festaioli. Alla fine sono arrivati sul posto i carabinieri, riuscendo a riportare la pace solo verso le 3 del mattino.

Il commento del sindaco

Sui fatti è intervenuto duramente il primo cittadino di Treviso Mario Conte, che ai microfoni di Treviso Today ha dichiarato: “Noi stiamo facendo pelo e contropelo ai nostri cittadini sul rispetto delle regole, sul distanziamento sociale, sulla nuova gestione degli ambienti lavorativi. Poi ci rendiamo conto che all’interno di strutture gestite direttamente dal Ministero queste regole base, come la sanificazione delle mani, l’uso della mascherina e il distanziamento sociale, non vengono rispettate”. E commenta indignato l’episodio degli schiamazzi: “Anche domenica sera ho ricevuto molte lamentele dei residenti in merito ad una festa notturna, con musica e balli, proprio all’interno del centro di accoglienza. Allora, questi non sono dei bei messaggi che escono dalla caserma, soprattutto in un momento nel quale ci sono sentimenti di delusione e arrabbiatura”.
Cristina Gauri

2 Commenti

  1. Un po’ di manganello e lacrimogeni anche per loro, no? E soprattutto CHIUSURA DEI CONFINI ED ESPULSIONI

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