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Napoli, 29 nov – Baby prostitute a Napoli. E’ quello che rivela un’inchiesta in esclusiva sul sito de Il Giornale a firma di Agata Marianna Giannino. Siamo nella zona compresa tra via Gianturco, il rione Luzzati e via Taddeo Tessa, un’area piagata dalla prostituzione su strada, praticata prevalentemente da donne originarie dei Paesi dell’est Europa. Qui il mercimonio dei corpi avviene a tutte le ore, anche in pieno giorno, contribuendo ad alzare il livello di degrado in una zona che già lamenta una situazione di estremo disagio e abbandono.

L’inchiesta riporta voci che rivelano la presenza di ragazzine impegnate a consumare rapporti sessuali all’aperto. Di trattative tra tre bambini e un presunto pedofilo: “Erano tre ragazzini che avevano 10, 11 anni. Loro volevano 30 euro e lui, il ragazzo, chiedeva 10”, racconta Cristina, che dice di essere stata testimone di una contrattazione dalla finestra di casa sua, circa un anno fa. Non si tratterebbe di un episodio isolato. “Alla fine mi sono messa urlare per farlo allontanare. Non ho mai denunciato perché lo feci scappare e non riuscì a prendere il numero di targa”.

Chi abita in zona riporta di scene di sesso all’aperto tra minorenni e anziani: “Loro (i minori) escono e trovano le macchine nel viale sulla Decima, dove non c’è nessuno”, racconta Cristina. “Una ragazzina  stava facendo sesso orale con un uomo anziano e tre ragazzini stavano facendo sesso, sempre con un uomo anziano, in una macchina grande”. “Qui non passa mai nessuno e si mettono qua sotto”, spiega, indicando lo spazio sotto la finestra della propria abitazione. Ma chi sono quei ragazzini? E da dove vengono? In molti sostengono che si tratti dei bambini che vivono nel vicino campo rom.  “E chi può essere? Solo loro. Perché, qui, i bambini nel rione di sera non escono, c’è il coprifuoco”, spiega Cristina.

Cristina Gauri

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