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Aosta, 17 mar – Va bene l’attenzione per questo benedetto coronavirus, però ricordiamoci che anche apparire belli ha la sua importanza. Deve averlo sicuramente pensato un cittadino aostano che pur di sottoporsi a un intervento di rinoplastica ha nascosto i sintomi del coronavirus all’equipe chirurgica, contagiando tutto il team medico. Che senso ha, peraltro, farsi operare al naso per estetica, dal momento che vige la quarantena per tutta l’Italia e quando si esce è necessario coprirsi le vie aeree con una mascherina? Quando il narcisismo ha il sopravvento sull’intelligenza…

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Ad accorgersi che nel paziente qualcosa non andava per il verso giusto, è stato l’anestesista in sala pre operatoria, che aveva notato un rialzo della temperatura corporea. Subito è scattata la procedura e l’uomo è stato sottoposto al tampone per il Covid-19, che è risultato positivo. Una volta dimesso, è stato confinato all’isolamento domiciliare. Peccato che nel frattempo, per un mero capriccio estetico, il paziente abbia contagiato lo stesso anestesista, il chirurgo e l’infermiere.

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La stampa locale fa sapere che la Procura di Aosta potrebbe presto aprire un fascicolo sui fatti, avvenuti a metà della scorsa settimana all’ospedale Parini di Aosta: le possibili ipotesi di reato a carico del vanesio vanno dalle lesioni personali colpose fino all’epidemia colposa, per la quale è prevista una pena fino a 12 anni di carcere.

Il cittadino aostano aveva passato le scorse settimane lavorando in una località turistica della bassa Valle d’Aosta, dove era venuto a contatto con molti turisti lombardi. Nonostante presentasse da giorni alcuni sintomi sospetti, come lieve tosse e bruciore agli occhi, l’uomo, evidentemente smanioso di poter mostrare al mondo il nuovo naso, aveva preferito non riferirli ai medici, temendo che l’operazione potesse essere rinviata. Doveva essere sottoposto a una rinosettoplastica, un intervento “assolutamente non urgente, che poteva tranquillamente essere rinviato”.

Nel frattempo sale il numero dei contagiati tra i medici e il resto del personale sanitario dell’Usl della Valle d’Aosta. Tra i positivi spicca il nome di Angelo Pescarmona, commissario dell’azienda sanitaria, risultato positivo dal 15 marzo. Le sue condizioni, tuttavia, non destano preoccupazione. “Il carico lavorativo è aumentato le difficoltà sono maggiori per garantire i servizi”, spiega il segretario regionale, Riccardo Brachet Contul. “E’ necessario che si continui a monitorare lo stato di salute dei lavoratori medici, infermieri e tutti i sanitari, per consentirci di adottare tutte le misure di prevenzione che sono state comunque prese e che dovranno in futuro essere implementate per far sì che l’ospedale di Aosta funzioni”.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Stavo pensando che meriterebbe di essere dato in pasto ai piranha, poi mi è venuto in mente che le formiche rosse dell’Arizona ci metterebbero più tempo…

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