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Roma, 17 mar – “Vogliamo fare il tampone a tutti e ci muoveremo anche con un camper per andare da tutti”. Così il governatore del Veneto Luca Zaia, ai microfoni di Radio anch’io su Radio1, spiega come la sua regione intende debellare l’epidemia da coronavirus. “Le persone positive asintomatiche devono essere individuate – sottolinea Zaia – perché se vanno in giro contagiano altre persone anche senza saperlo. Quindi dobbiamo isolarlo. Noi siamo in grado di fare 20-25mila tamponi al giorno e avere il risultato in quattro ore”. L’esponente leghista chiarisce che non c’è alcuna polemica con il governo centrale – “non ora almeno” – e che preferisce seguire le indicazioni dell’Oms – “ha appena detto che servono tamponi per tutti” -, senza badare a spese.

“Anche se trovo un solo positivo avrò 10 contagiati in meno”

La Regione Veneto pertanto passerà da 3mila a 11.300 tamponi al giorno. “Anche se trovo un solo positivo, significa che avrò 10 contagiati in meno“, fa presente Zaia, sottolineando che “del bilancio mi importa poco, vale sempre meno della vita dei miei concittadini. Non mi faccia dire che me ne frego dei soldi, ma insomma ci siamo capiti. Tutto a spese nostre. Abbiamo un sacco di imprese e di singole persone che ci danno i soldi”. In un’intervista al Corriere della Sera, il governatore veneto ricorda che “se non avessimo fatto i tamponi a tutti a Vo’ ci sarebbe stata una epidemia. Se per assurdo fai il test a una intera popolazione quanto meno hai un’istantanea di chi è necessario isolare”. E spiega: “Magari potessi fare in tutto il Veneto quanto fatto a Vo’. Ci limitiamo a ricostruire i contatti di una persona trovata positiva e li sottoponiamo a loro volta al tampone. Siamo a quota 40 mila in tutta la Regione: 2.700 positivi asintomatici e ne abbiamo isolato altre 7 mila che hanno avuto contatti con loro“.

“Ogni sanità ha il suo modello. Noi abbiamo avuto l’esperimento di Vo'”

Nell’intervista Zaia rivendica la sua azione di governo regionale: “Ogni sanità ha il suo modello e una storia a sé. Un abito sartoriale per la propria comunità. E poi noi abbiamo avuto l’esperimento di Vo’ Euganeo. Quando ho deciso il doppio tampone per tutti a distanza di due settimane, apriti cielo. Mi hanno detto di tutto, ma è stato fondamentale. Su tremila campioni abbiamo trovato un cluster di 66 positivi più altri 18 che non erano del paese ma avevano avuto contatti con persone infette. Quasi tutti asintomatici. Dopo la quarantena ne abbiamo fatto un altro. E siamo rimasti con solo sei positivi”.

“Contro il virus ci vogliono mascherine, respiratori e più tamponi possibile”

Il governatore non fa previsioni ma sta facendo tutto il possibile per limitare i contagi. E si sente legittimato a dare un consiglio a tutti (governo centrale compreso): “Se domani mattina, volesse Iddio, finisse tutto per miracolo, cosa diremmo a chi ci chiederebbe consigli su come affrontare l’emergenza? Che ci vogliono mascherine, respiratori meccanici, e il numero più alto possibile di tamponi. Esattamente quel che stiamo cercando di fare in Veneto”.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. Contro il virus, nelle sue conseguenze più gravi, ci vogliono ambienti sanitari specifici, igienicamente totalmente decontaminati (altrimenti si entra con una patologia e si “esce” con una altra!), e consoni per personale ed attrezzature. Il resto è importante, ma secondario.

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