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Roma, 14 dic – È il popolo del ditino alzato. Il motto è: boia gli assembramenti. Che poi altro non sono che agglomerati di esseri umani usciti con le palle rotte dalle restrizioni dell’autunno 2020 e desiderosi di riappropriarsi della propria vita, delle proprie piccole abitudini, dell’ordinarietà che rende la vita ordinaria ma che oggi è già molto. Domenico Arcuri, ospite a Che tempo che fa, ha pregato che gli togliessero dalla vista le immagini delle strade affollate dagli italiani. Un misto di disgusto e di antipatia per il popolino che ancor oggi rimane aggrappato agli scampoli di libertà che il governo, con grande magnanimità, gli concede. I grandi manovratori, però, si dicono disgustati. Come il ministro Boccia, che difatti è andato su tutte le furie ipotizzando nuove misure restrittive tra Natale e Capodanno.



Psicosi trasformata in condotta ordinaria

Sembra che al governo, e anche a certi soggetti che di mestiere fanno gli intellettuali, scocci da morire l’autonomia di pensiero e d’azione ancora presente negli italiani. La loro speranza è che, nonostante l’allentamento delle misure, il popolino decida autonomamente di rimanere agli arresti domiciliari, proprio come se la psicosi si fosse trasformata in condotta ordinaria che ormai non abbisogna neanche più d’essere imposta. Per l’appunto, una folla che passeggia rompe questi schemi e manda in frantumi il sogno di un popolo ammaestrato e pronto a scattare al colpo di frusta. D’altronde, la schizofrenia del governo è la prova provante della rabbia e della follia che sta investendo i ministri italiani. L’indignazione è folle perché è stato proprio il governo a decidere di far passare certe zone da rosse ad arancioni e, in fine, a gialle, con tutte le riaperture delle attività che ciò ha comportato. E grazie al cielo, diciamo noi, dato che il mondo del lavoro non può campare di sussidi ma solo dei consumi che in questo periodo tendono ad aumentare considerevolmente.

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Natale, le promesse (non mantenute) del governo

Non a caso, il governo ha pensato di agevolarli tramite la creazione del cashback, che sostanzialmente restituisce una percentuale di quanto speso per l’acquisto di un qualsiasi bene. Il fine era quello di incrementare i consumi, e i consumi incrementano solo se le persone evadono dai domiciliari per recarsi nei negozi. È talmente tautologico che chiunque si trovasse difronte qualcuno pronto a negarlo, gli darebbe cento volte del pazzo. Ecco, anziché difronte, ce li abbiamo al governo. Non ha alcun senso, difatti, l’impazzimento generale a causa delle vie centrali delle nostre città piene di persone. Il governo ci aveva oltretutto promesso, ad ottobre, che le misure restrittive autunnali avrebbe garantito un Natale in libertà. Ciò non accadrà, nonostante abbiamo sopportato due mesi e mezzo di libertà vigilata. E non accadrà senza che venga fornita la benché minima spiegazione in merito.

Se lo impone la Merkel

L’indice Rt è ancora alto? I posti in terapia intensiva non sono scesi? I contagi giornalieri sono ancora elevati? Niente di tutto ciò ci verrà spiegato, e finiremo nuovamente in una fase di restrizioni massime a cavallo delle festività natalizie e per la fine dell’anno. È difatti all’ordine del giorno la proposta di istituire una generale zona rossa su tutta l’Italia per i giorni natalizi e per il capodanno. L’ala più estremista del governo propone addirittura di istituire la generale zona rossa dal 20 dicembre sino all’Epifania. Dicono di voler imitare la Merkel. Evviva, il tasso di esterofilia dei governanti sta raggiungendo vette inarrivabili. Peccato che in Germania il governo dia il 90% del fatturato a chiunque debba chiudere la propria attività, mentre qui ci barcameniamo tra mille decreti, decretini e bonus che garantiscono qualche giorno di flebili consumi sin quando uno dei ministri non decide che la folla va fermata. Il governo svacca di brutto, come avrebbe detto Houellebeq, e questo è il punto.

Lorenzo Zuppini

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